La viabilità messapica tra Lecce e Rocavecchia

Viabilità antica tra Lecce e Rocavecchia di Gianni CarluccioLa viabilità messapica tra lecce e Rocavecchia, storia di un importante riconoscimento grazie al contributo della fotografia aerea e delle recenti indagini storico-archeologiche.

Era l’inverno del 1989 quando per la prima volta, su sollecitazione dell’amico giornalista Nicola De Paulis ed in compagnia del noto archeologo prof. Francesco D’Andria, mi recai nell’immediata periferia est di Acquarica, piccola frazione del Comune di Vernole, per ispezionare e localizzare alcune delle cosiddette “piccole specchie” scavate agli inizi degli anni ‘40 dal dott. Mario Bernardini (all’epoca Direttore del Museo Provinciale di Lecce) e successivamente dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia. Queste interessanti strutture sono delle tombe a tumulo, con camera sepolcrale di tipo dolmenico e copertura di piccole pietre a secco di forma tronco-conica, aventi un diametro di base di circa 25 metri ed un’altezza di circa 2 metri e databili intorno al XVII sec. a.C., con riutilizzazioni successive.

Nel corso del sopralluogo l’attenzione si spostò nel fondo “Pozzo seccato” dove era appena visibile, sotto un muretto a secco una struttura a blocchi squadrati di calcare locale che, agli occhi esperti dell’archeologo, si rivelò di grande interesse: le dimensioni dei blocchi, infatti, erano identiche a quelle delle mura della città messapica di Vaste da me studiata qualche anno prima (v. G. CARLUCCIO, La Carta Archeologica di Vaste  in Studi di Antichità, 2, Quaderni del Dip. di Scienze dell’Antichità dell’Università di Lecce, Galatina 1981).

L'AREA ARCHEOLOGICA ACQUARICA - VANZE

L’importante riconoscimento mi spinse qualche tempo dopo a cercare di inquadrare il ritrovamento  di quella che sembrava una struttura di fortificazione, definita poi “phrourion” dal prof. D’Andria e datata al IV-III sec. a.C. (v. F. D’ANDRIA, Insediamenti e territorio: l’età storica , in Atti Conv. Int. Studi “Magna Grecia”, Napoli 1993). Grande fu la sorpresa quando, esaminando alcune foto aeree della zona di Acquarica, mi accorsi della presenza inequivocabile di una netta traccia rettilinea che attraversava i campi a est della Masseria Coviello e che si rivelava essere il prolungamento della strada vicinale che tagliava in due la struttura messapica sita nel fondo “Pozzo seccato”. Sembrava a questo punto chiara la funzione della stessa che risultava una sorta di avamposto militare a difesa dei centri messapici dell’immediato entroterra. Successivi studi mi hanno permesso di riconoscere buona parte del tracciato viario fino alla “porta nord” di Rocavecchia.

Per quanto riguarda l’uscita della stessa strada da Lecce, altri miei studi sulla Torre del Parco e sulla estensione e localizzazione dello stesso ‘Parco’ mi hanno fatto pensare all’area del Castello di Carlo V come punto di partenza, per proseguire poi lungo le vie ‘S. Lazzaro’, ‘Regina Elena’ e ‘Merine’. Infatti il quattrocentesco Parco, voluto insieme alla Torre cilindrica e all’adiacente Palazzo (del quale esiste ancora qualche importante traccia) dal Principe Giovanni Antonio Orsini del Balzo, si estendeva probabilmente in origine su una superficie di circa 40 ha tra le attuali Via Merine e Via Vecchia Lizzanello ed aveva come confine a ovest le attuali vie ‘Coppola’ e ‘Miglietta’ mentre ad est si appoggiava probabilmente ad un tratto della centuriazione romana (tuttora riconoscibile nei pressi del Provveditorato agli Studi di Lecce) che corrispondeva all’attuale andamento di Via Marugi.

Le strade che fiancheggiavano il Parco erano con ogni probabilità di origine messapica e/o romana ed in particolare quella corrispondente all’attuale Via Merine conduceva a Rocavecchia passando per la “stazione militare” di Acquarica; l’altra, corrispondente all’attuale Via Vecchia Lizzanello, dopo aver lambito il distrutto centro messapico di Cavallino proseguiva per Otranto.

Questo avveniva senz’altro in epoca romana, come sostiene il prof. Giovanni Uggeri (v. G. UGGERI, La viabilità romana nel Salento , Mesagne 1983), che identifica quest’ultimo tracciato con la via romana denominata ‘Traiano-Calabra’, mentre non si è certi dell’esistenza dello stesso in epoca messapica.

A conclusione del discorso è utile citare  un passo di Plinio il Vecchio che nel I sec. d.C. nella sua “Naturalis Historia” (III 11, 100-101) così scrive descrivendo il Salento: “Ab Hydrunte Soletum desertum, dein Fratuentium, portus Tarentinus, statio Miltopes, Lupia, Balesium ……” che così traduce il prof. Mario Lombardo nella preziosa opera: I Messapi e la Messapia nelle fonti letterarie greche e latine  (Ed. Congedo, Galatina 1992) : “Da Idrunte [Otranto] si raggiunge il sito abbandonato di Soleto, quindi Fratuentium, il porto dei Tarentini, e la stazione di Miltopes, Lupia [Lecce], Valesio…..”.

Oltre ai noti e ben identificati siti di Otranto, Soleto e Lecce, descritti da Plinio, è opportuno ora cercare una identificazione, chiaramente intermedia per Fratuentium, il porto dei Tarentini che si potrebbe individuare ragionevolmente in Rocavecchia (a questo proposito l’esame della fotografia aerea di quest’ultimo centro mi ha permesso  di riconoscere un tracciato viario che si diparte dalla cosiddetta “porta ovest” in direzione di Soleto).

La “statio Miltopes” corrisponderebbe quindi alla struttura di “Pozzo seccato”, che in effetti, a mio parere, potrebbe avere le caratteristiche di una “statio”.

Si sottolinea infine che, grazie all’impegno del sottoscritto e del dott. Luigi Traverso (autori del riconoscimento e della localizzazione di tutte le specchie del territorio di Acquarica – Vanze) e dell’arch. Fulvio Rizzo, redattore del P.R.G. del Comune di Vernole, tutta l’area delle “specchie” e della “statio” militare di Acquarica verrà opportunamente salvaguardata: questo anche per la concreta disponibilità della locale Amministrazione Comunale e dell’Università di Lecce, impegnata attualmente nello scavo dell’importante struttura fortificata.

LA VIABILITA' ANTICA TRA LECCE E ROCAVECCHIA

 La carta dei centri messapici: Cavallino, Rudiae e Lupiae

(elab. Ing. Gianni Carluccio, 1990) 

Acquarica di Lecce: Specchia Petruse

Reperti dalle Specchie di Vanze e Acquarica

(foto di G. Carluccio, Museo Archeologico Naz. di Taranto, 1970)

Francesco D’Andria e Gianni Carluccio

Acquarica – Scavi del Phrourion

 

* Ad Elena e Arianna in occasione del primo giorno di scuola

tratto da: Gianni Carluccio, La viabilità messapica tra Lecce e Rocavecchia, storia di un importante riconoscimento grazie al contributo della fotografia aerea e delle recenti indagini storico-archeologiche, in Diogene, ottobre 1997, Lecce 1997.

Testo e foto dell’Ing. Gianni Carluccio

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