Le Cesine, mon amour

Ad Antonio Canu,
Responsabile Nazionale
Oasi WWF-Italia,
amico ritrovato

Alcuni straordinari scatti dell’Ing. Gianni Carluccio.

In questo caso si tratta di Garzette.

Un Airone cenerino si posa nella palude.

L’Airone Bianco maggiore e una Garzetta.

Una Sgarza ciuffetto.

Falco di Palude.

Garzette in volo nei pressi della Masseria Cesine.

 

Le Cesine, primo amore… che ritorna, assieme a vecchi, indimenticabili e preziosi ricordi…

Le foto (copyright Ing. Gianni Carluccio) sono relative ai mesi di Aprile e Maggio 2015.

 

* Tutte le immagini appartengono all’Archivio dell’Ing. Gianni Carluccio e ne è vietato l’utilizzo senza il consenso dell’Autore.

WORK IN PROGRESS….

Le Cesine: un cartellone relativo al "Progetto Interreg Italia-Albania" (Arch. Fulvio Rizzo, 2006), con alcune mie foto relative alla presenza dei Cigni.

Le Cesine, 1 Aprile 2015.

Acquitrinio nei pressi della Masseria Cesine.

Un’Upupa.

 

Le Cesine, 14 Aprile 2015

 

Uno stagno nei pressi della Masseria Cesine è stato il luogo dove è stato possibile fare queste indimenticabili foto.

Garzette in volo.

Garzette e Sgarze ciuffetto appollaiate su un fico.

Garzette.

Un Airone cenerino in volo nei pressi della Masseria Cesine.

Un Falco di palude fa volare Garzette e Sgarze ciuffetto.

Sgarze ciuffetto in volo.

Una Sgarza ciuffetto in volo.

Una Sgarza ciuffetto a caccia nello stagno …

Gallinella d’acqua.

In queste due immagini uno Stiaccino maschio (classificazione del caro amico Dott. Cosimo D’Andria).

Un magnifico Pero.

 

Le Cesine, 19 Aprile 2015.

Ancora numerose Garzette.

Un Airone cenerino ed una Sgarza ciuffetto che spicca il volo.

Un Airone cenerino.

Povera rana… preda dell’Airone.

Mentre mangio lasciatemi tranquillo, è domenica…

Airone cenerino e Garzetta: prove di volo.

L’Airone di dirige verso la Masseria Cesine, oggetto delle mie attenzioni fin dagli anni ’80. Il suo recupero è avvenuto nel Novembre 1990, grazie ad un mio Progetto per conto del WWF-Italia.

Passeggiata domenicale per una coppia di Gallinelle d’acqua.

Un coloratissimo Cardellino.

Una Balia dal collare (classificazione di Cosimo D’Andria).

Una Gazza dai colori Juventini con sfumature d’azzurro…

La foto di una bella Orchidea palustre conclude la passeggiata domenicale.

 

Le Cesine, 24 Aprile 2015

Un bell’esemplare di Cisto.

Ancora Garzette.

Sgarze ciuffetto.

Un limicolo.

L’Ing. Gianni Carluccio al lavoro… Ringrazio per questa foto la cara amica Romina, collaboratrice di Tito Schipa Jr.

Una rana.

 

Le Cesine, 25 Aprile 2015

Ancora Garzette.

Una Sgarza ciuffetto.

Cavalieri d’Italia in volo.

Un Cavaliere d’Italia in uno stagno nei pressi della Masseria Cesine.

Una rana.

Un gruppo di novanta Cicogne in volo fotografate dalla Prof.ssa Mariella Zampino a Torre dell’Orso, nella stessa giornata di Sabato 25 aprile alle ore 12.30-13. Ringrazio la cara collega per avermi consentito di pubblicare questa importante foto sul mio sito.

 

Le Cesine, 30 Aprile 2015

Mattinata indimenticabile anche se con un po’ di pioggia: dalle Montagne dell’Albania al Falco di Palude; dall’Airone Bianco Maggiore all’Airone Cenerino; dalle Garzette alle Sgarze Ciuffetto …

Falco di palude.

Falco di palude in volo.

Airone bianco e Airone cenerino in volo.

Airone bianco e Garzetta.

Airone bianco.

Garzetta.

Sgarza ciuffetto.

 

Le Cesine, 7 Maggio 2015.

Giornata indimenticabile con la presenza di 35 Garzette. Foto copyright Ing. Gianni Carluccio.

Decine di Garzette in uno stagno nei pressi della Masseria Cesine.

Una Sgarza ciuffetto in volo.

Una serie di belle immagini con le candide Garzette, che talvolta si esibiscono in elegantissimi voli.

In questa immagine si riconoscono 35 esemplari di Garzette.

La rara Orchidea palustre.

Iris di palude.

Macrofoto con vari insetti.

Un bel cavallo in semi-libertà. Dedico questa immagine al mio amico Dott. Maurizio Tramis.

 

Le Cesine, 15 Maggio 2015. Foto copyright Ing. Gianni Carluccio.

Un Faggiano.

Garzette tra gli Ulivi salentini.

Un Airone cenerino in varie pose, da fermo ed in volo tra gli Ulivi salentini.

Ancora Garzette.

Sgarze ciuffetto.

 

Ed ora qualche indimenticabile ricordo, che dedico, oltre che ad Antonio Canu, al mio caro amico Cosimo D’Andria, fedele e bravissimo compagno nelle prime escursioni alle Cesine di qualche anno fa….

Il cartellone relativo ai lavori di ristrutturazione della Masseria Cesine. Progettista e Direttore dei Lavori: Dott. Ing. Giovanni Carluccio; Impresa Nicolì – Restauro Beni Monumentali (10.2.1989).

Masseria Cesine, la Torre cinquecentesca con in primo piano l’indimenticabile custode del WWF, Gino Silvestri.

Il Progetto di recupero della Masseria Cesine dell’Ing. Gianni Carluccio (1989).

L’Ing. Gianni Carluccio intervistato dalla RAI, nel giorno dell’inaugurazione della Masseria Cesine (17.11.1990).

L’interno della Masseria Cesine il giorno dell’Inaugurazione. Sono presenti le principali testate giornalistiche nazionali ed i Direttori delle riviste specializzate (17.11.1990).

Le Cesine, su un pagliaro, a sud della zona umida con Ida, Elena e Arianna (20.5.1997).

Osservando le rane…

L’orchidea palustre, una rarità delle Cesine (foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

Una delle altre stupende orchidee presenti alle Cesine (foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

Un coloratissimo Martin pescatore (foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

Gianni Carluccio su uno dei numerosi pagliari a sud del Pantano Grande (foto di Pierluigi Bolognini).

Cosimo D’Andria all’opera… (Torre Colimena, 9.7.2013).

La dedica di Antonio Canu, Responsabile Nazionale delle Oasi WWF a Gianni Carluccio, sul suo Volume "Le Oasi del WWF". "Al caro Gianni con amicizia e a ricordo dei tempi dedicati alle Cesine, che continuano..". Masseria le Cesine, 11.5.2001.

Il Volume "Le Cesine", Ideemultimediali edizioni, voluto dal Comune di Vernole con il patrocinio della Provincia di Lecce e con la collaborazione del WWF ITALIA (2.4.2002). In questo prezioso Volume, edito nel giorno del mio 50° compleanno, sono presenti due miei articoli: "Le Cesine" da Riserva di Caccia a Riserva Naturale e Aspetti Archeologici e Storici nell’area limitrofa alla Riserva Naturale "Le Cesine"; l’Introduzione si deve ad Antonio Canu: "La Rete Ecologica delle Oasi WWF".

 

Ed ora uno dei miei articoli pubblicato sul Volume "Le Cesine" nel 2002.
 
“Le Cesine” da Riserva di Caccia a Riserva Naturale *
 
Da poco più di 20 anni la Zona Umida “Le Cesine” è Riserva Naturale dello Stato, dopo essere stata utilizzata a partire dagli anni ’40 come Riserva di Caccia (un primo Decreto Ministeriale del 1939 riconosceva all’area della Riserva un’estensione di 712 ettari; mentre un successivo Decreto del 1964 ne riduceva la superficie a 462 ettari).
Il 31 Dicembre del 1975 segna la fine dell’attività venatoria e l’inizio di un nuovo corso che vede protagonista il WWF, al quale l’E.R.S.A.P. (Ente Regionale di Sviluppo Agricolo Pugliese) affiderà, a partire dal luglio 1979, la gestione di alcuni terreni di sua proprietà (circa 350 ettari). Dopo appena un anno, tali terreni costituiranno la Riserva Naturale dello Stato, affidata in gestione al WWF (D. M. 13 agosto 1980).
Si elencano qui di seguito le principali tappe che hanno segnato la storia de “Le Cesine” negli ultimi 70 anni **.
 
·       Novembre 1934. A questa data risale la prima documentazione fotografica su Le Cesine; nella foto è possibile riconoscere la cosiddetta Casa del Pesce ed un lembo del Pantano Grande. L’immagine eseguita per conto del C.F.S. (Corpo Forestale dello Stato) reca la seguente didascalia “LECCE E VERNOLE – COMPRENSORIO S. CATALDO. Costituzione della fascia arborea protettiva – Per la difesa delle nuove piantagioni dal vento che raggiunge e supera di frequente la velocità di Km. 70, si impianta sul terreno una fitta rete a maglie di m. 2, di Inula” (Archivio C.F.S., cortesia Dr. Mario Mazzeo) (fig. 1).
·       Negli anni 1936-1939 (in applicazione ad una legge di Bonifica del 1923) avvengono i primi rimboschimenti in località «Le Cesine », ad opera del C.F.S.
·       La Società per la Bonifica dei terreni ferraresi e per le imprese agricole, Agenzia di Lecce, proprietaria dei terreni pertinenti alle Masserie Cesine, Cacari Grandi e Cacari Piccoli, in virtù del D.M. 28.12.1939 risulta Concessionaria della Riserva di Caccia “Cesine, Cacari Grandi e Cacari Piccoli” – estesa Ha 712 – fino al 1.1.1946. La stessa Società, con scrittura privata datata 13.10.1939 affitta la Riserva alla Sezione Cacciatori di Lecce a partire dal 28.12.1939 e fino al 1.1.1946.
·       Con D.M. 2.8.1948 detta Concessione è prorogata sino al 31.12.1954.
·       Nel 1951 è istituita la Sezione Riforma Fondiaria per la Puglia, Basilicata e Molise, sulla base della Legge 12.5.1950, n. 841 (la cosiddetta Legge stralcio). Questa porta al frazionamento delle grandi proprietà mediante esproprio e assegnazione di terre alla massa bracciantile. Terre incolte o insufficientemente coltivate sono concesse a cooperative di contadini. L’assegnazione avviene mediante contratto di vendita con patto di riservato dominio e pagamento rateale del prezzo in trenta annualità. Il fondo è peraltro soggetto, anche dopo il riscatto, a vincoli di indivisibilità. I terreni espropriati sono suddivisi in poderi e quote e distribuiti alle famiglie contadine.
·       Nel 1952 con Decreto del Presidente della Repubblica sono espropriati i terreni delle Cesine e assegnati alla Sezione Speciale della Riforma Fondiaria; inoltre alcune quote saranno assegnate a coloni che successivamente le riscatteranno.
·       Nel 1953 sono rimboschite alcune aree nei pressi della Mass. Cesine.
·       Nel giugno 1953 sono rinvenute, durante i lavori di rimboschimento nei pressi della Mass. Cesine, un gruppetto di tombe tardoromane ed alcuni sylos.
·       Nel 1954 sono acquisiti gli 82 Ha dei Pantani.
·       In data 5.12.1954 la Direzione della Sezione Speciale della Riforma Fondiaria di Bari, succeduta alla Società Bonifiche Ferraresi nella proprietà dei terreni facenti parte delle Masserie “Cesine, Cacari Grandi e Cacari Piccoli” – estesi Ha 712 – produce istanza tendente ad ottenere una proroga della predetta Concessione per un periodo di 15 anni (fig. 2).
·       In data 19.10.1957 il Ministero Agricoltura e Foreste sollecita un atto notorio comprovante la proprietà dei terreni costituenti la Riserva di Caccia, facendo presente che, trascorso inutilmente il termine del 30 ottobre, i terreni sarebbero stati restituiti alla libera attività venatoria.
·       In data 6.5.1959, in seguito ad un ricorso per il mancato rinnovo della Riserva di caccia, il Ministero comunica che la Riserva è decaduta, ordinando la rimozione delle tabelle e dei divieti perimetrali.
·       Il 12.3.1964 il Sig. Mario De Stefano chiede la Concessione della Riserva di Caccia “Cesine”, estesa Ha 462.17.00, per la durata di anni cinque e su autorizzazione dei proprietari dei terreni riuniti in consorzio.
·       Con D.M. del 20.4.1964 è costituita la Riserva di Caccia “Cesine” fino al 1.1.1970 (fig. 3).
·       Nel 1965 gli Enti di Riforma sono trasformati in Enti di Sviluppo Agricolo.
·       In data 6.12.1969 è richiesto dal Sig. De Stefano il rinnovo della Concessione della Riserva di caccia per la durata di anni sei. Sarà accordata la Concessione fino al 31.12.1975.
·       A partire dal 1969 è assunto presso la Riserva “Cesine” il Sig. Luigi Silvestri, che rimarrà in servizio per ben 20 anni, prima come guardacaccia e poi, dal 15.9.1981 al 15.9.1989, come guardia della Riserva Naturale gestita dal WWF.
·       Il 26 novembre 1970 un titolo apparso su La Gazzetta del Mezzogiorno fa scalpore: “Un carniere di 1.500 folaghe”. La foto a corredo dell’articolo reca la seguente didascalia: “Un carniere eccezionale, per quantità di capi abbattuti, è stato realizzato dai soci della riserva di caccia di Cesine (Lecce): 1.500 folaghe. La battuta, organizzata e diretta dal presidente della riserva Mario De Stefano, ha visto primeggiare il cacciatore Angelo Porpora che da solo ha ammazzato 400 folaghe, seguito da Antonio Ninno con 200. Tutti gli altri della comitiva hanno fatto un carniere di 50 folaghe a testa. Nella foto di Carlino i cacciatori posano dinanzi alla montagna degli uccelli acquatici abbattuti”(figg. 4-6).
·       Il 2 febbraio 1971 è firmata a Ramsar (Iran) una Convenzione relativa alle zone umide d’importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici.
·       Il 19 febbraio 1971 compare su La Gazzetta del Mezzogiorno un articolo di Raffaele Congedo dal titolo “Le Cesine, un tesoro naturale che va difeso”. E’ questo il primo importante articolo scritto in difesa delle Cesine e rimane ancora oggi valido esempio di cultura ambientalista (vedi box).
·       Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (su indicazione della Commissione per la Conservazione della Natura), con attestato n. 6512 del 2 maggio 1972, dichiara il complesso delle Cesine biotopo di interesse naturalistico.
·       Con D.P.R. n. 493 del 4 aprile 1974 il WWF-ITALIA è riconosciuto Ente Morale
·       Nel corso del 1975, prima della scadenza della Concessione, è inviato da Arturo Osio, Segretario Generale del WWF-Italia al Prefetto di Lecce il seguente telegramma: “RIFERIMENTO PROSSIMA DECISIONE SU DESTINAZIONE ZONA LE CESINE PROVINCIA LECCE INVITIAMO CODESTO ENTE AT TENERE PRESENTE ESIGENZE CONSERVAZIONE NATURA ET AVIFAUNA MIGRATORIA NON RINNOVANDO CONCESSIONE AT CACCIATORI ET CREANDO OASI DI PROTEZIONE SECONDO INDICAZIONI CNR ET MINISTERO AGRICOLTURA NONCHE’ COME RICHIESTA DA QUESTA ASSOCIAZIONE STOP SALUTI OSIO SEGRETARIO GENERALE WWF”.
·       Con comunicazione del 29.12.1975 il Comitato Provinciale Caccia di Lecce, con riferimento all’istanza presentata dal Sig. De Stefano in data 22.12.1975, non rinnova la Concessione che scadrà improrogabilmente il 31.12.1975.
·       Con decorrenza 1.1.1976 la zona delle Cesine, al fine di tutelarne l’ambiente naturale, che sotto molteplici aspetti assume notevole valore, diviene rifugio della selvaggina.
·       Il 13 marzo 1976 con D.P.R. n. 448 è data piena ed intera esecuzione alla Convenzione di Ramsar del 2 febbraio 1971.
·       La Regione Puglia con L.R. 32 del 1977 (successivamente modificata con L.R. n.11 del 1988) istituisce l’E.R.S.A.P. (Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo Pugliese).
·       Il 22 gennaio 1977 la Regione Puglia (nota Presid. n. 01/213) esprime parere favorevole per la Dichiarazione del valore internazionale della zona umida denominata «Le Cesine ».
·       Il 26 gennaio 1977 è accertata la presenza presso «Le Cesine » di 2.600 moriglioni.
·       D.M. 9 maggio 1977 : “Dichiarazione del valore internazionale della zona umida denominata «Le Cesine » per effetto della convenzione relativa alle zone umide di interesse internazionale soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, firmata a Ramsar (Iran) il 2 febbraio 1971 e ratificata con decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448” (fig. 7). La zona umida è estesa circa 620 Ha (v. planimetria allegata al D.M., tratta dalla Tavoletta in scala 1:25.000 dell’I.G.M.I.).
·       D.P.G.R. [Regione Puglia] del 16 dicembre 1978 n. 3047: “Istituzione di una Oasi di protezione e rifugio per la fauna stanziale e migratoria nella località « Le Cesine » agro di Vernole” (fig. 8). L’Oasi di protezione è estesa circa 620 Ha (v. corografia allegata al D.P.G.R.).
·       Il 2 aprile 1979 la Direttiva 79/409/CEE sulla protezione degli uccelli selvatici prevede « Zone di Protezione Speciale ».
·       Il 12.2.1979 l’E.R.S.A.P. delibera in favore della Concessione al WWF del fondo denominato « Le Cesine » (Del. Comm. N. 100). Questa delibera diviene esecutiva con Del. Reg. n. 1110 del 5.3.1979.
·       Il 15.6.1979 scade il contratto di guardiania dei terreni in loc. « Le Cesine » effettuata dall’Istituto di Vigilanza privato Alma Roma, per conto dell’E.R.S.A.P.
·       Con Contratto di Concessione amministrativa, registrato a Bari il 19 luglio 1979 al n. 6512, valevole per nove anni, l’E.R.S.A.P. (Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Puglia) concede alla Delegazione Pugliese del WWF-Italia il fondo denominato « Le Cesine » in agro di Vernole, esteso Ha 348.60.63. In catasto F.6, p.lle: 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e F.17, p.lle: 1, 4, 5, 6, 7, 18, 19, 20, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 44, 45, 70, 89, 92, 94, 98, 99, 102, 107, 118, 136, 138, 142 (fig. 9).
·       Il 3 ottobre 1979 avviene la consegna dei terreni da parte dell’E.R.S.A.P. al “WWF-Italia Delegazione di Puglia”, rappresentata dalla Sig.ra Anna D’Urso e dal tecnico Dr. Vittorio Leone.
·       Il 25 luglio 1980 il WWF-Italia chiede al Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste l’istituzione di una Riserva Naturale di popolamento animale in località « Le Cesine ».
·       D. M. 13 agosto 1980: “Istituzione della riserva naturale « Le Cesine ». Il biotopo « Le Cesine », esteso Ha 348.60.63 e gestito dal WWF-Italia è costituito in riserva naturale di popolamento animale. E’ consentito l’accesso alla riserva naturale per compiti amministrativi e di vigilanza, per ricostituzione di equilibri naturali nonché, dietro autorizzazione, per fini educativi e per escursioni naturalistiche (fig. 10) [N.B. i terreni della Riserva Naturale coincidono con quelli di proprietà dell’E.R.S.A.P., concessi al WWF il 19.7.1979].
·       Nel febbraio del 1983 compare sulla rivista mensile “Panda” del WWF un articolo su «Le Cesine» a firma: Pietro Medagli, Sandro Panzera, Massimo D’Andrea e Fabio Ippolito con un’introduzione di Fulco Pratesi.
·       Il 29.3.1985 il WWF-Italia richiede in Concessione all’E.R.S.A.P. la Masseria Cesine.
·       Il 13.3.1986 l’E.R.S.A.P. delibera in favore della Concessione al WWF della Mass. Cesine. Questa delibera diviene esecutiva con Del. Reg. del 12.5.1986.
·       Il 5.11.1986 la Commissione Compimento Attività di Riforma dell’E.R.S.A.P., esprime parere favorevole al rinnovo della Concessione dei terreni al WWF per un periodo non superiore ai tre anni.
·       Il 14 settembre 1987 (atto reg. a Bari il 15.9.1987 al n. 15811) l’E.R.S.A.P. concede per un anno la Masseria Cesine (comprensiva di terreno esteso Ha 0.31.00; in catasto F.17, p.lla 27) al WWF-Italia. La Concessione è tacitamente rinnovabile.
·       Il 9 marzo 1988 avviene la consegna della Masseria Cesine e del terreno circostante da parte dell’E.R.S.A.P. al “WWF-Italia Delegazione di Puglia”, rappresentata dal tecnico ing. Giovanni Carluccio che redige, su incarico del WWF nazionale, un progetto di massima per il recupero dell’intero Complesso Edilizio di Mass. Cesine ed uno esecutivo relativo al Recupero delle vecchie stalle, da adibire a Centro Visite e Foresteria.  (figg. 11-12). I locali appena restaurati sono pronti ad ospitare uno dei sette Centri di Educazione Ambientale esistenti in Italia e gestiti dal WWF nazionale. L’inaugurazione avviene il 17 novembre 1990, alla presenza dei dirigenti del WWF ITALIA e della S.N.A.M., sponsor dell’importante recupero (figg. 13-14).
·       Dal 1989 la Riserva Naturale è anche Oasi blu (la fascia di mare prospiciente la parte protetta a terra è affidata in Concessione al WWF dal demanio marittimo – per una profondità di 300 m dalla linea di battigia- . Sono vietate pesca e navigazione con imbarcazioni a motore).
·       In data 19.7.1991 è rinnovata (per tre anni) la Concessione dei terreni dell’E.R.S.A.P. al “WWF-Italia Delegazione di Puglia.
·       Nel 1992, con Direttiva 92/43/CEE, sono istituiti i Siti di Interesse Comunitario (S.I.C.).
·       L’8.3.1993 si costituisce la Società Cooperativa a r.l. “Oasi”, che dal 1.1.1994 opera sul territorio de «Le Cesine », in base ad una Convenzione con il WWF.
·       Con L.R. n.9 del 19.6.1993 l’E.R.S.A.P. è soppresso ed i beni trasferiti nel Demanio Regionale. I terreni della Riserva Naturale sono non fruibili in quanto di pubblico interesse. Al posto dell’E.R.S.A.P. opera oggi il Settore Riforma Fondiaria della Regione Puglia, Ufficio stralcio ex E.R.S.A.P.
·       Con D.P.R. n. 375 dell’8.9.1997 è recepita in Italia la Direttiva 92/43/CEE.  L’intera area de Le Cesine (620 Ha) è dichiarata Zona S.I.C.
·       Nasce il Progetto della Comunità Europea BioItaly-Natura 2000 e la Zona S.I.C. “Le Cesine” è segnalata (senza indicazioni di superficie) sulla G.U. del 4.4.2000.

 

*Desidero ringraziare vivamente per la documentazione e le notizie fornitemi: il Corpo Forestale dello Stato, nelle persone del Dott. Paolino De Vitofranceschi, Coordinatore Provinciale e del Dott. Mario Mazzeo, Vice Coordinatore nonché Responsabile del Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale; la Regione Puglia, Settore Riforma Fondiaria, Ufficio Stralcio ex E.R.S.A.P., nelle persone del Dr. Franco Russo, Responsabile della Direzione Provinciale di Lecce, del Geom. Mario Nocco e del funzionario Sig. Italo Sabetta; la Provincia di Lecce, nelle persone dell’amico e collega Prof. Antonio Luca, Assessore Provinciale all’Ambiente, dell’Ing. Giovanni Refolo, Capo Area del Settore Territorio e Ambiente, dell’Avv. Gilberto Selleri, Dirigente del Servizio Ambiente, nonché dei funzionari Sigg. Giuseppe Giannone e Cosimo Cotardo. Un ringraziamento infine all’amico Sig. Benito Caprioli dello Studio Fotografico Pino Carlino di Lecce per avermi concesso le immagini relative alla caccia alle folaghe all’interno della Riserva di Caccia Le Cesine, da lui eseguite nel 1970.

 
Lecce, 19.4.2001
Dott. Ing. Giovanni CARLUCCIO 
 
Elenco didascalie relative alle figure 1- 14
 
Fig.1. Comprensorio di bonifica “S. Cataldo”, località Le Cesine. Costituzione della fascia arborea protettiva, novembre 1934. Al centro riconoscibile, nei pressi del pantano, la cosiddetta “Casa del pesce”. (Archivio C.F.S., fotoripr. G. Carluccio).
 
Fig.2. Sezione Speciale per la Riforma Fondiaria, Ufficio Provinciale Lecce, Centro di colonizzazione Frigole, Comprensorio Lecce – Vernole, Gruppo Aziende Contadine “Cesine”. (Archivio E.R.S.A.P., stralcio da originale in scala 1:10.000, metà anni ’50, elab. G. Carluccio).
 
Fig.3. I terreni della Riserva di Caccia “Cesine” estesa ha 462.17.00 (D.M. 20.4.1964) (Archivio Servizio Ambiente, Provincia di Lecce, elab. G. Carluccio).
 
Fig.4. L’articolo apparso su LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 26.11.1970, che segnerà la fine della Riserva di Caccia “Le Cesine”. (Fotoripr. G. Carluccio).
 
Fig.5. Riserva di Caccia “Le Cesine”, novembre 1970, caccia alle folaghe (Foto B. Caprioli).
 
Fig.6. Riserva di Caccia “Le Cesine”, novembre 1970, caccia alle folaghe (Foto B. Caprioli).
 
Fig.7. Ibis – Mignattai all’interno della Zona Umida Internazionale “Le Cesine”. (Foto G. Carluccio).
 
Fig.8. Spatole in volo all’interno dell’Oasi di protezione e rifugio per la fauna migratoria. (Foto G. Carluccio).
 
Fig.9. Le Cesine, veduta del Pantano Grande dall’Osservatorio Centrale del WWF, che dal 1979 gestisce l’area protetta. (Foto G. Carluccio).
 
Fig.10. Veduta della Riserva Naturale dello Stato “Le Cesine”, gestita dal WWF – Italia. (Foto G. Carluccio).
 
Fig.11. Masseria Cesine prima dei lavori di restauro (1988). (Foto G. Carluccio).
 
Fig.12. Masseria Cesine, interno, prima dei lavori di restauro (1988). (Foto G. Carluccio).
 
Fig.13. Masseria Cesine dopo i lavori di restauro (1990). (Foto G. Carluccio).
 
Fig.14. Masseria Cesine, interno. Il giorno dell’inaugurazione (17.11.1990) dopo i lavori di restauro. (Foto G. Carluccio).
 

 

6 pensieri su “Le Cesine, mon amour

  1. Complimenti per le foto incantevoli che ritraggono perfettamente il nostro bellissimo Salento. Come sempre riesci a cogliere ed immortalare ciò che di speciale la nostra terra offre. Bravo papi

  2. Queste foto sono bellissime papà!
    Soprattutto l’ultima, mi ricordo di quel giorno, ma non ricordavo la foto!
    bravissimo come sempre :)
    baci
    Elena

  3. Caro Gianni, ancora grazie a nome mio, dell’altra Romina e di Mirella, per il bel pomeriggio (inaspettato e moooolto educativo) alle Cesine :-)
    E’ sempre un piacere!
    R.

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