L’Ing. Gianni Carluccio Cittadino Onorario di Poggiardo-Vaste, dopo l’On.le Prof. Aldo Moro e l’Astronauta Ing. Paolo Nespoli

L’Ing. Gianni Carluccio con l’amico Astronauta Ing. Paolo Nespoli (Vaste, 16.7.2012).

L’On.le Prof. Aldo Moro, Presidente del Consiglio dei Ministri inaugura il Museo degli Affreschi Bizantini di Poggiardo, 12.6.1975. Nella stessa data riceve la Cittadinanza Onoraria dal Sindaco Raffaele Pascarito e dal Consiglio Comunale di Poggiardo.

Nella foto da sin.: Maresciallo Oreste Leonardi (ucciso nell’agguato di Via Fani a Roma), On.le Aldo Moro, On.le Francesco Rausa (amico personale di Aldo Moro e già Sindaco di Poggiardo), Sig. Domenico De Santis (Comandante dei Vigili Urbani di Poggiardo), Sindaco Avv. Raffaele Pascarito (seminascosto), Prof. Egidio Grasso (Presidente della Provincia di Lecce).

Mercoledì 30 Dicembre 2015, su proposta del Sindaco, Dott. Giuseppe Colafati e della Giunta Municipale di Poggiardo, in segno di stima e apprezzamento per il notevole apporto offerto alla valorizzazione dei beni culturali e archeologici di Poggiardo e Vaste, nel corso della sua attività culturale e scientifica, il Consiglio Comunale di Poggiardo ha conferito la Cittadinanza Onoraria all’Ing. Gianni Carluccio, nato a Lecce il 2 aprile 1952.

Precedentemente all’Ing. Carluccio la Cittadinanza Onoraria era stata conferita il 12 Giugno 1975 all’On.le Prof. Aldo Moro, Presidente del Consiglio dei Ministri e il 17 luglio 2012 all’Astronauta Ing. Paolo Nespoli, che così scrive sul sito dell’Ing. Carluccio dopo una videoconferenza "Lecce-Houston":

"Carissimo Gianni, ho visto con piacere le foto che hai riportato sul tuo sito web http://www.giannicarluccio.it/ Come sempre, ti riconosco passione e professionalità in tutto ciò che fai, sempre proteso alla divulgazione della cultura e dell’identità salentina, terra straordinaria per i suoi sapori, i suoi colori e lo spirito dell’accoglienza che tante volte ho avuto modo di godere in tanti anni di frequentazione. La concessione della cittadinanza onoraria di Casarano prima e, recentemente di Poggiardo, ha suggellato poi in modo indelebile il mio rapporto di affetto con tutti Voi salentini. Un saluto ed un abbraccio a tutti, Paolo".

L’Astronauta Ing. Paolo Nespoli tra l’amico metereologo dell’A.S.I. Gino Merico e l’Ing. Gianni Carluccio nella Piazza di Vaste (16.7.2012).

L’Ing. Gianni Carluccio sulla Torre di Vaste (8.9.2006).

Nuovo Quotidiano di Puglia, Lecce 30.12.2015 (Art. Nicola De Paulis).

La Gazzetta del Mezzogiorno, 30.12.2015 (Art. Salvatore Ciriolo).

TRNEWS TELERAMA, 30.12.2015 (Direttore Giuseppe Vernaleone).

 

Domenica 31 Gennaio 2016, alle ore 10, presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo (Piazza Umberto I), il Dott. Giuseppe Colafati, Sindaco di Poggiardo a nome del Consiglio Comunale, consegnerà all’Ing. Gianni Carluccio la pergamena con il conferimento della Cittadinanza Onoraria.

Seguirà una relazione da parte dell’Ing. Carluccio, con proiezione di numerose immagini sul territorio di Poggiardo e Vaste. Al termine (ore 12 circa) nelle stesse Sale del Palazzo della Cultura sarà possibile visitare una Mostra sull’Ipogeo delle Cariatidi di Vaste, curata da Gianni Carluccio e Marcello Seclì per Italia Nostra. Seguirà un aperitivo offerto dal neo Cittadino Onorario.

* Tutte le immagini appartengono all’Archivio dell’Ing. Gianni Carluccio e ne è vietato l’utilizzo senza il consenso dell’Autore.

TRNEWS – TELERAMA, 30.12.2015.

L’Ing. Gianni Carluccio illustra uno dei pannelli della Mostra sull’Ipogeo delle Cariatidi di Vaste, fatta in collaborazione con il Prof. Marcello Seclì di "Italia Nostra" (Poggiardo, 9.4.2011).

Gianni Carluccio con il "suo" Capitello messapico ritrovato a Vaste (Ottobre 1980).

Gianni Carluccio nella Piazza della "sua" Vaste, nel giorno della Cittadinanza Onoraria (30.12.2015).

L’ing. Gianni Carluccio con gli amici Dott. Salvatore Bianco, Ispettore Archeologo della Soprintendenza Archeologica della Puglia e Dott. Lorenzo Capone, Editore, presso il Museo Archeologico di Vaste (30.12.2015).

L’Ing. Gianni Carluccio con il "suo" Capitello, una delle prime sculture in pietra leccese, 530 a.C. circa (30.12.2015).

La firma dell’Ing. Gianni Carluccio all’interno del Museo di Vaste, apposta nel giorno della Cittadinanza Onoraria.

Il manifesto del Comune di Poggiardo con la convocazione del Consiglio Comunale da parte del Presidente Damiano Longo.

L’Ing. Gianni Carluccio nella stanza del Sindaco di Poggiardo, Dott. Giuseppe Colafati, poco prima di ricevere la Cittadinanza Onoraria.

Gianni Carluccio con il Presidente del Consiglio Comunale di Poggiardo, Damiano Longo.

L’Ing. Gianni Carluccio in attesa di ricevere la Cittadinanza Onoraria. Tra i presenti, oltre alla moglie Prof.ssa Ida Blattmann D’Amelj, ed alle le figlie, Dott.sse Elena e Arianna, la cugina Arch. Marina Carluccio,  la Prof.ssa Gabriella Mello, moglie del Sindaco di Campi Salentina, Prof. Egidio Zacheo, il Dott. Lorenzo Capone, il Dott. Salvatore Bianco, il Prof. Maurizio Nocera, la Prof. Ada Donno ed il giornalista Salvatore Ciriolo.

L’Ing. Gianni Carluccio durante il suo intervento da Cittadino Onorario del Comune di Poggiardo.

Le felicitazioni del Presidente del Consiglio Comunale, del Sindaco Colafati, degli Assessori e dei componenti del Consiglio Comunale al termine dell’intervento dell’Ing. Gianni Carluccio.

L’abbraccio del Dott. Pasquale De Santis, del Dott. Antonio Ciriolo e dell’amico vastese Antonio Carluccio.

L’Ing. Gianni Carluccio con il "suo" Sindaco, Dott. Giuseppe Colafati.

L’Ing. Gianni Carluccio con la sua famiglia.

L’Ing. Gianni Carluccio con la cugina Arch. Marina Carluccio.

L’Ing. Gianni Carluccio con la Dott.ssa Maria Leone, Comandante dei Vigili Urbani di Poggiardo.

L’Ing. Gianni Carluccio da Cittadino Onorario nella Piazza della "sua" Poggiardo. Sullo sfondo Palazzo Sticchi, oggi Carluccio, dove abita mio cugino Ing. Roberto.

L’Ing. Gianni Carluccio festeggiato dai coniugi Zacheo.

Prima di andare a letto un pensiero agli amati genitori: papà Antonio, nato a Vaste 100 anni fa (13.7.1915) e mamma Silvana Schipa.

Il sito facebook del Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati.

Il sito facebook istituzionale del Comune di Poggiardo.

 

Ed ora uno stralcio del verbale del Consiglio Comunale di Poggiardo del 30.12.2015 (pubblicato in data 20.1.2016 nell’ambito del sito istituzionale del Comune di Poggiardo).

 

COMUNE di POGGIARDO

Verbale di Seduta Consiliare del 30 Dicembre 2015

Punto n. 1 all’O.d.G.

Conferimento Cittadinanza Onoraria all’Ing. Gianni Carluccio

PRESIDENTE: Segretario, vogliamo procedere all’appello?

[Alle ore 17:28 il Segretario Generale procede con l’appello nominale dei presenti]

SEGRETARIO: Abbiamo il numero legale, Presidente, possiamo cominciare.

PRESIDENTE:

Grazie, Segretario. Buonasera a tutti. Passiamo al Primo Punto all’Ordine del Giorno. Questo Primo Punto tratta il riconoscimento di un’wonorificenza importante qual è quella della Cittadinanza Onoraria all’Ing. Gianni Carluccio, a cui rivolgo il più cordiale benvenuto, onorandoci della sua partecipazione a questa nostra Assise comunale. Con enorme soddisfazione ci accingiamo ad attribuire questo titolo onorifico, il quale rappresenta per le nostre due comunità, Poggiardo e Vaste, un elemento di considerazione autentica e di vicinanza, un gesto concreto per testimoniare la stima e l’apprezzamento che la città di Poggiardo nutre nei confronti dell’Ing. Gianni Carluccio.

Voglio qui dare un brevissimo cenno sulla sua persona. Nato a Lecce il 2 aprile 1952, laureato con il massimo dei voti in Ingegneria Civile – Edile presso l’Università Federico II di Napoli e docente negli Istituti Superiori per l’insegnamento di Tecnologia e Disegno Tecnico. Studioso nel campo dell’Archeologia e della valorizzazione dei Beni Culturali, in particolare dell’antica città di Vaste e della cultura messapica, di cui ne è testimone illustre e appassionato. Ha pubblicato un’ampia vetrina di libri, di cui ve ne cito solo alcuni di notevole importanza per noi, dove ci ha fatto conoscere o meglio dire scoprire gran parte di storia che appartiene alla nostra città: La carta Archeologica di Vaste; I Centri antichi messapici e romani; Il Parco archeologico ambientale della Serra di Poggiardo e Vaste; Ipogeo di Vaste, un capolavoro della messapia.

Alla sua attività di uomo attento e curioso dobbiamo l’interessamento dell’Università del Salento a Vaste, da cui è partita la scoperta e la rinascita dell’antica città messapica e dei suoi tesori. Il suo lavoro ha tra l’altro permesso alla nostra comunità di conoscere meglio se stessa, ciò che è stata, la storia che le appartiene e di prenderne piena consapevolezza. Quella di Gianni Carluccio è una delle immagini positive della nostra città e di tutto il Salento. La sua figura non può che rappresentare per tutti noi come il fautore appassionato di questa nuova era per Vaste, facendone rimbalzare il nome e il prestigio nelle più importanti Università e autorevoli consessi di archeologia nazionali ed internazionali. Noi non possiamo che essere onorati di annoverare tra poi poggiardesi un nome così prestigioso come quello di Gianni Carluccio. Grazie.

Chi vuole intervenire su questo Punto all’Ordine del Giorno? Prego, Sindaco.

SINDACO:

Buonasera a tutti. Signor Presidente, nel ringraziarti per avermi dato la parola e nell’aver presentato una figura così importante in questo momento, che penso sia tra i più belli di questa consiliatura; ne abbiamo vissuti sicuramente tanti, tanti momenti anche di sacrificio, di impegno, di difficoltà, ma penso che questo rimarrà nella nostra memoria di Amministratori di Poggiardo e Vaste, nella memoria per lungo tempo.

Citare e anche spiegare il perché di questa proposta è veramente un grande onore e ritengo in questo momento un privilegio quello di poter essere anche ascoltato da tutti i Consiglieri Comunali, dagli Assessori, dal Segretario, dal Presidente e anche dalla presenza in sala dell’Ingegner Gianni Carluccio.

Cercherò di essere breve, però non posso non ricordare alcuni passaggi importanti che portano a questo importante riconoscimento, come dicevi, Presidente. La Giunta Municipale, su mia proposta, ha deliberato il 2 dicembre 2015, proponendo successivamente, il Sindaco al Consiglio, con lettera del 9 dicembre al Signor Presidente, ai Signori Consiglieri, la proposta del Punto all’Ordine del Giorno che oggi discutiamo.

Il Professore Francesco D’Andria, che non ha bisogno di presentazione, così scrive nell’ultima Guida che spiega il Sistema Museale, i beni ambientali e culturali di Poggiardo e Vaste. Leggo testualmente: <Sono passati quasi 35 anni da quando, in una mattina di sole del primo novembre 1980, l’Ing. Gianni Carluccio mi aveva convinto di andare con lui a Vaste nella zona dei Santi Stefani per mostrarmi una, a suo dire, eccezionale scoperta. Egli affermava di aver trovato un capitello simile a quello arcaico di Cavallino che avevo da poco pubblicato nella Guida Archeologica della Puglia, edita nella serie della Newton Compton. Devo confessare che non ero convinto dell’utilità di questa escursione, anche se Gianni insisteva che anche nell’esemplare di Vaste l’abaco recava, come appunto a Cavallino, una fila di rosette. Poi, in una grotticella accanto alla celebre Chiesa rupestre avevo avuto la conferma che Gianni aveva visto giusto, che si trattava davvero di un manufatto di età arcaica e che non era capitato lì per caso. In quel momento nasceva una solida amicizia e si andava in me formando la convinzione che bisognasse avviare a Vaste un sistematico programma di ricerca che portasse alla conoscenza di un insediamento messapico di età ellenistica. Dopo l’esperienza di Cavallino, la cui vita si interrompeva nella prima metà del V secolo a.c., era necessario indagare un abitato indigeno che si fosse sviluppato nei secoli successivi. Fu una scelta felice perché i dati emersi nel corso degli scavi ci hanno permesso di comprendere lo sviluppo di un insediamento salentino in un ampio periodo di tempo che include il periodo romano e poi il medioevo fino all’età moderna>. Questo scrive il Professore D’Andria dell’amico Gianni.

Adesso invece vi leggo dei passaggi tratti da alcuni suoi scritti.

<Fin dall’adolescenza – scrive Gianni – ho avuto la fortuna di assaporare il fascino dell’antico, la gioia della scoperta perché d’estate villeggiavo a Vaste, paese natale di mio padre – il papà è nato cent’anni fa, nel luglio del 1915 proprio a Vaste – dove qualsiasi ragazzino anche non volendo si imbatteva in vecchi manufatti. Già da studente di Scuola Media ricopiavo i segni incisi nelle pietre, cercavo di esplorare i segreti dell’antica cittadina, la cinta delle mura messapiche, le necropoli, le cripte bizantine, la torre e il castello medievali. Registrare quei primi segni non fu lavoro inutile in quanto gli stessi furono oggetto di pubblicazioni da parte dell’Università di Lecce. Spuntarono fuori così alcune iscrizioni messapiche, la prima epigrafe latina ed una iscrizione datata relativa alla torre medievale. Poi, dopo gli anni universitari, la scoperta di un capitello messapico, uno dei più antichi manufatti in pietra leccese, e di alcuni cippi votivi mi portò ad uno stretto rapporto di collaborazione con il Professore Francesco D’Andria, Direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Lecce, che si concretizzò nell’edizione – citata dal Presidente – della Carta Archeologia di Vaste pubblicata nei Quaderni del Dipartimento di Scienze dell’Antichità e l’elaborazione delle planimetrie di tutti i centri fortificati della messapia>.

Ancora riguardo a Vaste dice l’Ing. Gianni Carluccio:

<Non potevo certo immaginare che il 16 ottobre 1980, giorno in cui rinvenni un importante capitello messapico del VI secolo a.c. avrebbe segnato in una maniera così profonda l’avvenire di Vaste, frazione di Poggiardo a pochi chilometri da Otranto. Fu durante un sopralluogo presso la Cripta dei Santi Stefani (stavo curando la realizzazione di un depliant turistico per conto dell’Amministrazione Comunale di Poggiardo) che ebbi casualmente la fortuna di scoprire il già ricordato capitello abbandonato da almeno dieci anni in una grotticella. Non era la prima scoperta poiché già a quindici anni, nel ‘67, avevo segnalato al Prof. Pagliara una serie di manufatti scritti di varie epoche, tra cui un frammento della prima

iscrizione latina proveniente da Vaste. Da allora mi ero messo a lavorare intorno al possibile percorso delle mura messapiche che cingevano la città antica, a partire proprio da un tratto messo in luce dal Pagliara nel ‘67. Dopo il rinvenimento del capitello messapico entrai in contatto con il Professor D’Andria, che mi invitò a collaborare incaricandomi della stesura della Carta Archeologica di Vaste. Nel 1981 avevo già completato il lavoro per la pubblicazione nei Quaderni dell’Università di Lecce, come ricorda il compianto Prof. Sabatino Moscati, allora Presidente dell’Accademia Nazionali dei Lincei, sulla Terza pagina della Stampa di Torino il 18 gennaio 1987:

“Un ingegnere di Vaste, Gianni Carluccio, si appassiona alla ricerca nella sua terra, la percorre palmo a palmo per identificare gli antichi ruderi, interroga sistematicamente gli abitanti della frazione e i contadini del circondario per raccogliere ogni possibile notizia, quindi elabora una Carta Archeologica dalla quale si desume che il centro antico doveva essere molto ampio, perché le mura si estendevano per più di 3 chilometri e che dovevano esservi fitti quartieri di abitazioni. Si aggiunga il contributo della fotografia aerea che disegna la pianta dell’abitato, anche se richiede una verifica diretta. Si aggiungano pure le notizie delle antiche fonti, perché Plinio e Tolomeo collocano qui l’antica Basta, da cui deriva evidentemente il nome attuale. Tutto quindi orienta allo scavo archeologico”.

Scavo archeologico che inizia nel 1981 per opera dell’Università di Lecce in collaborazione con la École Française di Roma, il Prof. Jean Luc Lamboley, – abbiamo avuto il grande onore di averlo avuto presente il 19 u.s. all’inaugurazione del Sistema Museale, persona straordinaria – e altre Università italiane e straniere, tanto che nasce a Vaste un importante cantiere-scuola di archeologia.

Vaste era particolarmente nota già a partire dal 500, perché il Galateo, medico e umanista salentino, autore del famoso De Situ Japigiae, pubblica la prima e più importante iscrizione nella lingua dei messapi, purtroppo ancora non completamente decifrata. A ciò si aggiunga un fortunato rinvenimento i primi dell’‘800 – un’altra pietra miliare delle scoperte a Vaste – da parte dei soldati francesi di Gioacchino Murat, di un importante ipogeo decorato da quattro magnifiche Cariatidi, conservate purtroppo separatamente presso il museo Nazionale di Taranto e il Museo Provinciale di Lecce. Ed ancora, alcuni splendidi vasi arcaici in bronzo conservati presso il Museum of Fine Arts di Boston. Oggi, dopo più di vent’anni di scavi archeologici – scrive ancora Gianni Carluccio – ai preziosi vecchi ritrovamenti si aggiungono una serie di materiali e di informazioni che fanno di Vaste la città sicuramente meglio conosciuta e indagata di tutta l’area messapica>.

Gianni continua in una serie di interventi, descrive il ritrovamento del Tesoretto, descrive con appassionanti citazioni questo percorso che fa di Vaste un importantissimo sito. Ricorda le tessere lusoriae, che sono un documento molto raro dei giochi romani; ricorda il martyrium nella necropoli del V e VI secolo d.C.; riporta di un importante scavo archeologico del ‘93 alcune indicazioni rispetto anche ad una sua idea, che è quella di un Parco Archeologico Ambientale, che potesse caratterizzare Poggiardo e Vaste; poi descrive in maniera meravigliosa le cave di bauxite.

Una sua particolare passione è quella della fotografia. Tra le foto più belle dell’Ingegner Gianni Carluccio ci sono tantissimi luoghi, dalle montagne d’Albania, dai paesaggi, alle pajare, alle rare orchidee selvatiche che sono presenti nel nostro territorio. Questa è un’altra passione di Gianni.

Racconta Gianni: <Sono presenti eccezionali cave ricche di fossili, tra cui le magnifiche Rudiste di 65 milioni di anni fa> e fa riferimento alle Rudiste della pineta Mari Rossi. Ad un certo punto parla della sua Vaste e dice: <Nella cornice di Piazza Dante a Vaste, recentemente riqualificata, sono stati rinvenuti nel 1999 i resti di un Santuario dedicato a Persefone, con un megaron e due botroi, una statuetta in terra cotta raffigurante la divinità e dei vasetti miniaturistici datati dal IV – III sec. a.C., ai piedi del cinquecentesco Palazzo Baronale, oggi interamente restaurato e destinato a divenire sede, come poi diverrà, del Museo e del Sistema Museale di Vaste e Poggiardo. Un altro suo passaggio riguarda i Santi Martiri. <Sulla stessa piazza insistono una torre a base quadrata edificata forse per opera dell’Acquaviva d’Aragona nel 1500, sul cui paramento esterno è inglobata una delle prime iscrizioni bizantine del Salento, studiata dal Prof. Jacob, e la settecentesca chiesa parrocchiale che ospita al suo interno una preziosa statua in cartapesta realizzata alla fine dell’‘800 dal Maccagnani, raffigurante i Santi Martini Alfio, Filadelfo e Cirino, protettori della città>.

È evidente che un Vastese non può che fare riferimento a questa grande tradizione dei nostri Santi. In tante occasioni Gianni Carluccio descrive le due Cripte, la chiesa Rupestre dei Santi Stefani, descrivendone i vari affreschi. Descrive in maniera meravigliosa anche la Cripta di Santa Maria degli Angeli, il sito originario e poi il padiglione inaugurato dal Presidente del Consiglio Aldo Moro nel giugno del ‘75, ideato dal Prof. Minissi. È anche l’esempio di distacco degli affreschi: ce ne sono due in Puglia, l’altro è quello di Gravina, ma quello di Poggiardo è semplicemente studiato da tantissimi studiosi.

Avrei tantissime altre cose da dirvi. Intanto ho il dovere di ricordare che il primo agosto 1982, al termine di un incontro pubblico in Piazza Dante a Vaste, organizzato dall’Università di Lecce e dall’École Française di Roma per far conoscere ai cittadini vastesi la storia dei loro avi, grazie ad una magistrale relazione, con proiezione di numerose diapositive da parte dall’Ing. Gianni Carluccio, il compianto Don Luigi Rausa, indimenticato Parroco di Vaste, ne chiese la Cittadinanza Onoraria, quindi già nel 1982 c’era chi tanto teneva a quello che stiamo per fare oggi. Poi ho uno scritto che mi ha inviato, e che poi metteremo agli atti, l’On. Francesco Rausa, già Sindaco di Poggiardo, che scrive:

<Sindaco carissimo, purtroppo da ora fino a febbraio inoltrato devo essere a Palermo presso i familiari e quindi nell’impossibilità di essere presente, come avrei dovuto e voluto, alla cerimonia del conferimento della Cittadinanza Onoraria al mio concittadino leccese Ing. Prof. Gianni Carluccio, nostro notissimo ed emerito studioso di profonda radice in Vaste, la messapica città, non secondaria della messapia salentina, da cui si originò la nostra amata città natale di Poggiardo. Ti prego di trasmettere, con il mio affettuosissimo saluto a tutti i cari concittadini poggiardesi, le congratulazioni alla Municipalità tutta intera e soprattutto all’ingegnere archeologo Gianni Carluccio, così apprezzato, instancabile studioso della salentinità più profonda ed attuale. Un abbraccio a tutti i convenuti, sperando in un successivo e realizzato arrivederci. Francesco Rausa>.

Un’altra cosa bella che scrive Gianni e che descrive l’amore per questa sua terra: <Nelle calde notti d’estate la piazza di Vaste, splendidamente illuminata, offre a chi scrive e agli ormai numerosi turisti spettacoli indimenticabili. Dall’antica danza della pizzica sui resti del santuario di Persefone, al volo silenzioso e morbido di un candido barbagianni, scanditi dal rintocco delle campane sulla torre dell’orologio senza tempo>. Penso che questo racchiuda veramente tutto l’amore dell’Ing. Gianni Carluccio per la nostra Vaste, per Poggiardo, per il territorio. È stato un atto doveroso e un grande piacere quello di proporre a tutti voi, Signori Consiglieri, Signor Presidente, la Cittadinanza Onoraria all’Ing. Gianni Carluccio. Penso che sia anche uno stimolo e un grande elemento che va proposto anche ai più giovani: lo studio, la passione. L’Ingegnere è un affermato docente, un professionista che ha fatto tante cose e ha tantissime passioni, ma la passione per la terra, la passione per il bello, la passione per la bellezza in genere deve essere anche divulgata: la sua è un’azione anche di grande divulgazione della bellezza, penso che sia un elemento importante.

Un’altra cosa. Come dicevamo prima l’Ing. Gianni Carluccio non studia solo la natura, non studia solo l’archeologia, non ha studiato e non insegna soltanto ai suoi discenti le materie a scuola, ma lui ha approfondito lo studio e grazie a lui si devono importantissimi ritrovamenti di oggetti, di storie, di tantissimi percorsi che non erano conosciuti prima del suo interesse, del suo scavo nella storia su Tito Schipa, su Michelangelo Schipa; lui ha studiato molto Quinto Ennio, Carmelo Bene. È quindi una personalità poliedrica, dai mille talenti e che penso oggi noi onoriamo con la Cittadinanza di Poggiardo e Vaste. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie, Sindaco. C’è qualche Consigliere che deve intervenire? Prego, Assessore Orsi.

ASSESSORE ORSI:

Grazie, Presidente. Passione e intelligenza sono merce rara, soprattutto nei circuiti tortuosi della vita, passione genuina, autentica, intelligenza di chi si interroga senza comodi ripari ideologici. “Cittadinanza” vuol dire essere riconosciuti cittadini, significa suggellare il concetto stesso di Democrazia che noi ereditiamo dall’antica cultura greca. Oggi stiamo a celebrare un cittadino che per meriti riconosciuti anche da quello che ha enunciato prima il Presidente del Consiglio e poi il Sindaco, credo rappresenti forse la meta più ambita per una persona che nel corso della sua vita ha posto come priorità la ricerca fatta di osservazione. Credo che la finalità dell’essere umano sulla faccia della terra sia proprio quella di osservare le bellezze della natura. Anche l’arte di usare quella macchinetta fotografica, come fa Gianni, rivela di fondo questa capacità di osservare, di andare oltre: una forma di attraversamento. Saper cogliere nei dettagli quel linguaggio che spesso riescono a percepire solo le persone che hanno la sensibilità, ed è proprio la sensibilità la madre del piacere e del dolore, cioè il saper vivere il linguaggio autentico delle emozioni anche attraverso il suggello di una foto. Credo che Gianni possa dare ancora molto non solo al nostro territorio, ma proprio perché con quegli occhi vivaci, vispi, sempre attenti riuscirà ancora a donarci qualcosa di importante per far crescere non solo Poggiardo e Vaste ma il territorio salentino nella sua completezza, nella sua complessità. La cifra di qualità di una persona si misura soprattutto quando riesce a mettersi in discussione. Lo fa donando, donando il sapere. Il concetto di avarizia non è legato solo al concetto economico di denaro, ma anche al donare il sentimento: quello che tu fai costantemente con questa ricerca, ricerca di verità scientifica, così come hai fatto per la tua amata Vaste, lo fai costantemente rapportandoti con le persone che ti sono vicine.

Credo che questo momento così importante sia la sintesi di un tuo percorso di umanità, di vita, professionalità che ti contraddistingue, soprattutto come essere umano che riesce a costruire quello che noi dovremmo fare sempre, costantemente, cioè creare comunità e cittadinanza, quella che noi, in maniera umile, doniamo a te. Conferiamo a te la Cittadinanza Onoraria del nostro Comune. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie, Assessore. C’è qualche altro intervento? Prego, Consigliere Rausa.

CONSIGLIERE RAUSA:

Grazie, Presidente. Il mio non è stato un intervento preparato, però è nato in me il desiderio di intervenire. Comprendo benissimo lo stato d’animo dell’Ing. Carluccio, in particolar modo mi riferisco al fatto che lui sia innamorato di Vaste anche per il fatto, e forse soprattutto, perché ha avuto il papà nato a Vaste. E come me, che ho avuto mia madre nata a Vaste, probabilmente capisco un tantino di quell’amore e di quell’orgoglio che io dico “sano orgoglio vastese”. Tra i criteri per la concessione della Cittadinanza Onoraria nella proposta di Delibera viene detto questo: “Il Comune di Poggiardo può concedere la Cittadinanza Onoraria a persone non iscritte nell’Anagrafe del Comune che si siano distinte particolarmente nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, della pace, dei diritti umani, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport o con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico o in opere, imprese, realizzazioni, prestazioni in favore degli abitanti di Poggiardo o in azioni di alto valore a vantaggio della Nazione e della umanità intera”.

Il nocciolo di quanto ho citato poc’anzi sta tutto in quel: “Si siano distinte”. Io ho partecipato all’attribuzione della Cittadinanza Onoraria ad altro cittadino illustre non poggiardese, non vastese che si è distinto e si distingue ancora oggi nella sua professione, ma qui ci troviamo di fronte ad una persona, ad un amico che si è distinto ma ha dato, grazie al suo intuito, scoprendo quel famoso Capitello trent’anni fa, e attraverso l’ausilio dell’Università di Lecce, penso a quello che è stato il risultato, non ultima l’inaugurazione del Sistema Museale di Vaste e Poggiardo. Mi chiedo quale migliore occasione di dare una Cittadinanza Onoraria ad una persona che si è distinta per il bene della nostra comunità e quanto quella scoperta, Ing. Gianni Carluccio, ha contribuito e contribuisce per il bene anche sotto l’aspetto economico, o forse soprattutto non solo culturale ma anche economico, della nostra Cittadina, perché senza quell’intuito e quella scoperta … Ho ascoltato e mi sono anche emozionato in occasione dell’inaugurazione, quando ha preso la parola il Prof. D’Andria, quando citò questo aneddoto, facendo riferimento all’Ingegnere. Il Prof. D’Andria diceva: “Grazie all’ingegnere Gianni Carluccio oggi Vaste e Poggiardo possono avere quello che hanno”. È un patrimonio immenso. In trent’anni, trentacinque anni di storia sono cambiate probabilmente quelle che sono le specificità, le peculiarità, la vocazione di Poggiardo e Vaste. Da paese contadino, di agricoltori, a cittadina del terziario, distinta e che si distingue tutt’oggi nel settore commerciale, a cittadina culturale, che annovera un Sistema Museale, annovera un Parco Archeologico; sono stati rivalutati beni come la pineta Mari Rossi, la Cripta S.S. Stefani, la Cripta Santa Maria degli Angeli e così via, realtà che senz’altro daranno lustro e possibilità di lavoro anche ai nostri giovani.

Leggendo il Catalogo Museo Archeologico di Vaste, la pubblicazione stampata proprio in occasione dell’inaugurazione del Sistema Museale, nella parte introduttiva di fatto l’amico Gianni viene già annoverato quale cittadino di Poggiardo. “In oltre trent’anni di indagini è stato fondamentale altresì il sostegno della cittadinanza e fra tutti in particolare dell’ingegnere Gianni Carluccio”. È una cittadinanza di fatto sentita, acclamata. Chiudo dicendo che per la parte che ci compete e per quello che è il nostro ruolo, noi siamo orgogliosi di annoverare fra i Cittadini di Vaste e Poggiardo l’Ingegnere Carluccio. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie, Consigliere Rausa. Ci sono altri interventi? Prego, Consigliere De Santis.

CONSIGLIERE DE SANTIS: Buonasera a tutti, colleghi Consiglieri, Presidente, Sindaco. Non era mia intenzione intervenire su questo punto, chiedo scusa innanzitutto per il ritardo, però il fatto di essere l’unico reduce della Minoranza consiliare, l’unico esponente dell’Opposizione in Consiglio Comunale che non si è ancora arreso all’arroganza della Maggioranza, mi dà la responsabilità di dover intervenire per esprimere, al di là di tutto e al di là del modo cui si giunga a questa deliberazione, il compiacimento per il riconoscimento della Cittadinanza Onoraria all’Ingegnere Gianni Carluccio.

Non entro nel merito, ci saranno modi e tempi per farlo e sicuramente altri argomenti, altri Punti all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale per entrare nel merito del Sistema Museale di Poggiardo e Vaste al quale faceva poc’anzi riferimento il Consigliere Rausa e all’inaugurazione dello stesso. Mi limito semplicemente a far presente che questo, da Consigliere di Minoranza, da Consigliere di Opposizione che viene però da un percorso, durante questa consiliatura, di tre anni e mezzo di militanza all’interno della Maggioranza con un ruolo anche significativo e importante, prima quello di Assessore, tra l’altro anche ai Beni Culturali, e poi anche di Vice Sindaco, credo che questo sia un punto sul quale non ci possano ovviamente essere distinzioni da Maggioranza e Opposizione. Quindi al di là degli sgarbi istituzionali, perché arrivare a conferire la Cittadinanza Onoraria all’Ing. Carluccio peraltro dopo averne discusso, parlato, perché la proposta del Sindaco nasce non in questi giorni ma nasce qualche anno fa, io ero presente in quei Gruppi di Maggioranza, in quelle Giunte; essere, da Consigliere Comunale, costretto a venire qui a ratificare quanto già deciso dalla Giunta, io lo ritengo uno sgarbo istituzionale al di là di quello che preveda il Regolamento. A mio modo di vedere bene avrebbe fatto la Maggioranza a coinvolgere su questo argomento l’Opposizione prima di assumere la deliberazione di Giunta e quindi convocare la Conferenza dei Capigruppo, in modo tale che non si arrivasse in Consiglio Comunale a deliberare una proposta di conferimento di Cittadinanza Onoraria al concittadino Ing. Gianni Carluccio su proposta della Maggioranza ratificata dal Consiglio Comunale, ma si potesse arrivare con una proposta già condivisa in partenza dall’intero Consiglio Comunale. Questo era il mio auspicio.

Ritengo che si sia persa un’occasione buona per garantire un minimo di rispetto istituzionale anche delle Opposizioni, ma al di là di questo e al di là del rammarico per questo sgarbo istituzionale, resta invece la soddisfazione e il compiacimento per il conferimento di questa Cittadinanza Onoraria all’Ingegnere Gianni Carluccio, al quale bene faremmo a far sì che, proprio in ragione di quel che rappresenta per Vaste, per i Beni Culturali la presenza e il contributo offerto dall’Ing. Carluccio negli anni passati, a far sì che il suo ruolo possa diventare all’interno della nostra cittadinanza sempre più attivo. Ricordo una discussione ed una proposta in tal senso, della quale probabilmente l’Ingegner Gianni Carluccio non è neppure a conoscenza, dello stesso Vice Sindaco Assessore Orsi di un coinvolgimento più diretto dell’Ing. Carluccio all’interno di quello che è la governance dei Beni Culturali che si è venuta a creare in questi anni, mi ferisco al SAC, al CEA, e quindi una presenza che possa essere frutto, il risultato ed una certezza di passione, di esperienza, di conoscenza. Per cui l’invito che rivolgo alla Maggioranza, questo sì al di là di quello che si va a deliberare in maniera istituzionale, cioè la Cittadinanza Onoraria, è quello di assicurarci come Comunità un contributo sempre più presente e attivo all’interno della nostra comunità del Concittadino Ingegnere Gianni Carluccio.

PRESIDENTE: Grazie, Consigliere De Santis. Ci sono altri interventi? Credo che possiamo procedere alla votazione. Subito dopo la votazione l’Ing. Gianni Carluccio ci onorerà di un suo intervento. Chi è favorevole?

[Si procede a votazione]

VOTAZIONE

Favorevoli all’unanimità

PRESIDENTE: Per l’immediata esecutività.

[Si procede a votazione]

VOTAZIONE

Favorevoli all’unanimità

PRESIDENTE: Passo la parola all’Ing. Carluccio.

Dire che sono emozionato è poco, cercherò di non piangere: questo per me è un momento molto atteso e desiderato da lungo tempo. Quest’anno mio padre, se fosse stato vivo, avrebbe compiuto 100 anni, quindi ancora più grande è la mia gioia.

Vi sono molto grato; permettetemi di ringraziare in particolare il Sindaco, che si è speso tanto per questa città e io so che cosa significa perché ho tanti amici Sindaci; qui tra l’altro  c’è la Professoressa Gabriella Mello, che è la consorte del Sindaco di Campi Salentina, Prof. Egidio Zacheo, che mi onora della sua presenza stasera e, ripeto, so che cosa significa fare il Sindaco e l’Amministratore.

La serata del 19 (Inaugurazione del Museo Archeologico di Vaste), con la presenza del Presidente Emiliano, è stata una grande gioia, una gioia immensa per me che ho vissuto fin da ragazzo le vicende dell’archeologia vastese: nel ‘67 avevo 15 anni quando il Professore Pagliara mi portò sullo scavo, aveva messo in luce i primi tratti delle mura messapiche.

L’altro giorno dicevo ad un amico, Nicola De Paolis, giornalista del Quotidiano  – qui tra l’altro c’è Salvatore Ciriolo, l’amico che ha scritto un articolo molto bello sulla Gazzetta  – che i miei primi ricordi non sono a Lecce ma a Vaste, nella casa dove io sto d’estate, che era la casa dove è nato mio padre, e dalla finestrella della cucina della nonna vedevo la campagna circostante.

Poi c’è il ricordo del ‘56 della Grotta Zinzulusa, che allora si apriva al pubblico, con mio Zio Pippi (qui c’è Marina mia cugina) che ci portò con la barca a vedere questamagnifica grotta: vi lascio immaginare per un ragazzo di quatto anni che cosa significava vedere quest’antro incredibile. Ho una foto, che mi ha regalato Maria Luisa Bene, la sorella di Carmelo, della famiglia Bene in barca vicino alla Grotta Zinzulusa, una foto che non ho mai tirato fuori. Tra l’altro in questi giorni mi ha fatto gli auguri anche la moglie di Carmelo Bene, ci tengo a citarla anche questa sera perché lei è molto affezionata, mi ha promesso che quando ci sarà la cerimonia ufficiale verrà anche lei. Vi dicevo di questi miei primi ricordi, mi ricordo benissimo anche del mio nonno Alfio, che morì sempre nel ‘56.

Permettetemi di ricordare le persone che non ci sono più: il Sindaco Raffaele Pascarito che ho conosciuto fin da ragazzo perché era collega di ufficio di mio padre all’Acquedotto Pugliese a Lecce; Donato delle Side (i primi Consigli Comunali ai quali ho assistito qui a Poggiardo erano del caro Donato delle Side); Gino Branca, amico  indimenticabile, per il quale c’era un affetto straordinario e che ho portato per la prima volta io al Museo di Taranto per fargli conoscere da vicino le Cariatidi e gli altri oggetti di Vaste.

Oggi nel Museo di Vaste si possono vedere alcuni oggetti che io ho visto da ragazzo, quando con la Carta Archeologica ho cominciato a studiare tutto quello che c’era negli archivi della Soprintendenza, scendendo nei sotterranei del Museo di Taranto dove c’erano alcuni oggetti che oggi stanno nel Museo di Vaste (segnalati sulla Guida del Touring Club Italiano del ‘68) e che con mia grande gioia ho rivisto in occasione del nuovo allestimento: fra questi c’era un Kantharos ricoperto da sottile lamina d’oro, questo diceva la guida del Touring (trovammo una vetrina intatta nei sotterranei del Museo di Taranto, quando scendemmo con il Professore D’Andria). In quell’occasione vedemmo per la prima volta la quarta Cariatide, purtroppo malconcia. Sull’ipogeo delle Cariatidi ho fatto una pubblicazione importante che il Professore D’Andria voleva pubblicare, quello è un momento straordinario. Sapete che Alberto Angela, che io conoscono, si è soffermato tantissimo proprio vicino all’ipogeo delle Cariatidi, anche se la collocazione che hanno fatto al Museo di Taranto non riconosce il giusto valore a questo monumento straordinario, che è uno dei più importanti di Puglia, forse anche più bello di alcuni degli ipogei di Canosa.

Fatti questi doverosi ringraziamenti e citato alcuni ricordi, non posso non salutare l’amico Paolo Nespoli che prima di me ha avuto questo onore grandissimo. Paolo mi ha dato una grande gioia perché sul mio Sito internet, quando con il compianto Gino Merico, che ricordo con affetto – ho mandato un messaggio a sua moglie che in questo momento è in Abruzzo – facemmo una video conferenza Lecce – Houston presso l’ex  Covento dei Teatini a Lecce. Io fui il primo a dialogare con Paolo, ancora non c’era il tecnico, però ce l’ho fatta lo stesso. Paolo ha scritto sul mio Sito, che vi prego di visitare perché lì ci sono tante cose su Vaste – www.giannicarluccio.it – , così potete andare a vedere anche quello che Paolo Nespoli ha scritto su di me e che oggi a Telerama – ringrazio tutti gli amici giornalisti– hanno letto interamente questo messaggio, dove lui elogiava quello che facevo. Per me essere unito al nome di Paolo Nespoli che, come sapete, nel 2017 ritornerà dello spazio, il nostro astronauta che è stato più tempo nello spazio, è una gioia grandissima.

Ed ora vorrei dire che non è vero che io sono innamorato solo di Vaste; io sono innamorato anche di Poggiardo. Di Poggiardo, nel 1980, ho fatto il primo depliant turistico, allora c’era l’amico Gino Branca. In quel primo lavoro Vaste occupava una piccola parte del depliant, che era tutto dedicato a Poggiardo, che ha un centro storico favoloso ed anche un’importante cripta bizantina.

I primi lavori li abbiamo fatti proprio per cercare di ridare lustro a quello che era il sito originario della cripta. Aver conosciuto, grazie a Giuseppe Colafati e all’Onorevole Francesco Rausa, la figlia di Aldo Moro, Agnese, che è una persona straordinaria, per me è stata una grande gioia, un grande onore.

Pensate che la prima persona che mi ha fatto capire che avrei avuto questa Cittadinanza Onoraria da me tanto desiderata è stato l’Onorevole Giacinto Urso, che mi piace anche ricordare, assieme al Senatore Giorgio De Giuseppe, che ho visto ieri sera. Purtroppo, dall’8 dicembre sono stato ininterrottamente impegnato, prima per le vicende di Tito Schipa e poi fino a ieri sera, quando abbiamo commemorato presso il Convento delle Benedettine a Lecce, il compianto Dott. Antonio Cassiano, storico Direttore del Museo Provinciale. Ho fatto vedere ottanta foto del mio archivio e alcuni filmati e c’era appunto il Senatore De Giuseppe, c’era anche il Vice Presidente della Provincia, Simona Manca e molti Professori Universitari.

Per me è un momento di stress, però di grande gioia soprattutto nell’avere qui a fianco a me mia moglie Ida, mia figlia Elena e mia figlia Arianna, oltre a mia cugina Marina ed agli amici Lorenzo Capone, Maurizio Nocera e Rino Bianco che molti di voi forse non conoscono (è stato Responsabile della Soprintendenza Archeologica a Lecce e già Direttore del Museo di Policoro ed è uno degli archeologici più importanti che abbiamo in Italia).

Ringrazio infine tutti quanti voi per la presenza, per la gentilezza e per le belle parole che avete avuto nei miei confronti.

Meno male che ho portato la telecamera, così posso conservare per sempre questo ricordo…

Grazie di cuore. Grazie.

PRESIDENTE: Una comunicazione: ci sarà la cerimonia ufficiale del conferimento della Cittadinanza a data da destinarsi, a breve tempo. Ancora auguri.

Sospendiamo per cinque minuti.

[Alle ore 18:15 vengono sospesi i lavori del Consiglio Comunale]

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[I lavori del Consiglio Comunale riprendono alle ore 18:21]

 

 

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