Passeggiata a Galugnano, scrigno d’arte

 

Galugnano, frazione del Comune di San Donato di Lecce, è un paesino ricco di storia e di arte e di veri e propri "monumenti" della civiltà contadina.

Io sono molto legato a questo bel luogo perché fin da ragazzino vi passavo con la Fiat 600 di mio padre, per andare da Lecce a Vaste e sulla via del ritorno a Lecce, ci fermavamo a comprare dell’ottimo agnello paesano e soprattutto i cosiddetti "turcinieddhi", involtini di carne fatti con le interiora di agnello.

In occasione del mio 60° compleanno, che ho avuto il piacere di festeggiare proprio a Galugnano, assieme ai "ciceri e tria" ho "preteso" i deliziosi "turcinieddhi".

Ecco dunque alcune belle immagini del paesino e dei dintorni, che dedico a Luciana Palmieri, a Luciano Manno ed ai miei amici.

Tutte le immagini sono state da me riprese con iPhone 4S e Canon SX30 IS e sono  coperte da copyright.

Ing. Gianni Carluccio

 

 La partenza, come sempre, dalla Casa Editrice

dell’amico Dott. Lorenzo Capone

Un caratteristico pagliaro, databile alla seconda metà dell’800, ai margini della dolina che si trova poco prima di Galugnano, partendo da Lecce.

Numerosi graffiti incisi sugli stipiti della porta d’ingresso hanno permesso la datazione dell’ottimo manufatto della civiltà contadina (nella parte inferiore di quest’immagine si legge la data 1859).

Una singolare iscrizione del 1935 ci segnala che il lungo muro di confine, alto più di 3 metri, non è di proprietà comune.

Uno dei tanti bellissimi papaveri rossi.

Il Palazzo Dellanos, splendido esempio

dell’architettura civile salentina del ‘500.

Sulle pareti del Palazzo numerosissimi graffiti datati;

di seguito ne riportiamo alcuni esempi del 1669 e 1773.

(Per i graffiti si veda una mia pubblicazione dal titolo "Messaggi dal passato", in AA.VV. "Un’idea di Salento", Edizioni del Grifo, Lecce 2007, pp. 89-106)

La Chiesa dell’Annunziata (1665),

probabile opera di Giuseppe Zimbalo (1620-1710).

 Seguono alcuni disegni a carattere religioso,

graffiti sulla facciata laterale sinistra della Chiesa.

Grazie alla gentilezza del proprietario, ci è stato possibile visitare un piccolo pagliaro, alla periferia del paese, datato al 1915, ricco di incisioni e decorazioni pittoriche. Sul lato rivolto a sud, sopra una finestrella, si legge "PATENOSTRI", firmato S.A.

Graffito datato al 1917, con le iniziali B.G. del lapicida.

Il Menhir delle Lete, all’inizio di Via Madonna della Neve.

Tra i vari graffiti presenti sul menhir è interessante notare la data del 1551, incisa sulla sommità del menhir, alto più di 4 metri.

 

Come spesso succede, nei pressi di alcuni menhir

si possono rintracciare delle sepolture medioevali.

Un gentile signore del luogo ci ha fatto visitare il suo

personale museo della civiltà contadina.

La quattrocentesca Cappella della Madonna della Neve. In quest’immagine si leggono chiaramente le tre fasi diverse di costruzione dal ‘400 al ‘700 (la più antica è sulla sinistra).

L’ambiente più antico della Cappella,

riccamente affrescato alla metà del ‘400.

L’abside dell’antica Cappella ospita al centro una finestrella. Ai lati si riconoscono S. Francesco e forse S. Chiara.

L’affresco raffigurante Santa Caterina d’Alessandria ci rimanda all’ambiente culturale degli Orsini – Del Balzo.

L’affresco quattrocentesco raffigurante la "Madonna della Neve" o "Madonna de li Pisanei".

Prima dei restauri, questo altare, ricollocato nel vano più recente della Cappella, si sovrapponeva all’affresco precedente raffigurante la Madonna "de li Pisanei".

.

Nella zona centrale della Cappella è presente un ambiente quadrangolare ricoperto da una volta a crociera innervata da pronunciate costolonature.

Nell’affresco è raffigurato San Francesco di Paola e le scene di alcuni suoi miracoli.

Sui pilastrini che reggono la volta a crociera sono graffiti numerosi stemmi nobiliari, simili a quelli che abbiamo ritrovato nella Torre del Parco di Lecce, risalenti alla metà del ‘400. Altri graffiti interessanti sono sulla facciata posteriore della Cappella e sugli stipiti delle porte d’accesso   (uno di questi è datato 1752).

Graffito sulla facciata posteriore della Cappella si riconosce a mala pena un calice, simbolo dell’Eucaristia.

Su questo interessante monumento esiste un bel lavoro ("L’enigma di Santa Maria della Neve in Galugnano", Congedo Editore, Galatina 2002) della cara amica e collega Luciana Palmieri che non è più con noi ed alla quale dedico queste immagini.

Lecce, Chiesa di San Sebastiano, 8 Gennaio 2011. Da sin. Antonella Vacca, Luciana Palmieri, Antonio Massari e Gianni Carluccio (copyright Archivio Carluccio).

Lecce, Hotel Tiziano 12 Marzo 2011. Luciana Palmieri con Tito Schipa Jr.

(foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

Grazie all’amico Maurizio Nocera, a pochi passi dalla Cappella della Madonna della Neve, nella Masseria Li Curti, abbiamo avuto la possibilità di incontrare Antonio De Luca e di ascoltare le sue meravigliose "sculture sonore".

 

Sempre nei dintorni ammiriamo due splendidi pagliari affiancati. Il primo ad essere edificato è quello di sinistra, datato al 1932 e firmato da M.P.

Il monumentale interno del primo pagliaro.

Maurizio Nocera mi precede nella visita del secondo pagliaro, comunicante con il primo attraverso delle finestrelle.

Gianni Carluccio e Lorenzo Capone si concedono una breve pausa.

L’interno del secondo pagliaro, che si addossa al preesistente, è fondato sulla roccia viva.

Uno sguardo verso l’alto ci permette di notare le cosiddette ‘mpise.

E qui possiamo ammirare la perfetta tecnica che ha permesso l’unione dei due pagliari.

La suggestiva volta del secondo pagliaro.

Precedo Maurizio Nocera sulla sommità del secondo

pagliaro, da dove si gode una splendida vista.

Il cane di Antonio De Luca ha accompagnato la nostra visita ai pagliari.

Foto ricordo di Gianni Carluccio a 60 anni.

Prima di andare via una splendida "zigenia"

si è lasciata amabilmente fotografare.

La piccola cappella rurale della Madonna del Latte, con un graffito risalente all’epoca della seconda guerra mondiale, mi era stata segnalata un anno fa dai miei bravi alunni del III Liceo Scientifico Tecnologico "E. Fermi" di Lecce, quando ancora non era stata restaurata; i loro nomi sono: Gianmarco Cesari, Emanuele Maggiulli e Francesco Vese, che ringrazio.

Meravigliosi ulivi caratterizzano il paesaggio,

lungo la strada comunale Madonna del Latte.

Il Menhir "Curti vecchi", scandalosamente affiancato da moderne costruzioni, segna la fine del nostro itinerario. E siccome l’immagine è desolante…  vi offro la magnifica vista del Massiccio del Pollino, dal Ristorante "Il Rifugio" sulla Serra di Galugnano, di qualche anno fa…

Approfitto della passeggiata fatta in occasione della festività del 25 Aprile, con l’amico Editore Lorenzo Capone, per proporvi qualche altra immagine della splendida Serra di Galugnano, a est del paesino, in direzione di Caprarica di Lecce sulla quale, grazie ad una felice intuizione del giovane imprenditore-archeologo Alessandro Quarta, si può ammirare lo straordinario Archeodromo del Salento, che prende il nome di "Kalòs", in relazione a Galugnano.

Seguono alcune immagini riprese nella vicina Caprarica di Lecce, con il palazzo baronale ed alcuni scorci del paesino, che proprio oggi ospita la Fiera di San Marco.

Caprarica di Lecce. La Piazza…

Un caratteristico fumaiolo, non più utilizzato.

14 pensieri su “Passeggiata a Galugnano, scrigno d’arte

  1. Le foto parlano da sole: è stata una bella mattinata, una delle tantissime, passata insieme curiosando, in allegria, su un angolo del Salento. La tempestività e la puntualità con cui hai tirato fuori il servizio sono degne di un grande giornalista. Complimenti e grazie.

    Alla prossima. Lorenzo

    • Gianni Carluccio on 23 aprile 2012 at 10:18 said:

      Caro Lorenzo,
      essere definito “grande giornalista”, da te che lo sei stato veramente, mi riempie di gioia e di orgoglio.

      Grazie Gianni

      Reply ↓

  2. grande papà!! quest’articolo, che è molto accurato, mi è piaciuto tanto;
    ma soprattutto, come immaginerai, mi sono piaciute le foto, che sono davvero belle!

    :) baci, Elena

  3. Caro Gianni,
    le immagini che hai documentato sono straordinarie perché oltre alla qualità fotografica hanno il potere della testimonianza culturale che è quello di cui abbiamo bisogno ancora nel nostro Salento.

    Giovanni Giangreco

    • Caro Giovanni,

      ti ringrazio per l’autorevole commento che proveniendo da un bravissimo funzionario della nostra Soprintendenza “leccese”, quale tu sei, mi inorgoglisce non poco. Grazie per tutte le cose che ci insegni e ci insegnerai e per il tuo impegno

      tuo aff.mo
      Gianni Carluccio

  4. Gentile Gianni,
    sono Maria Rita Tarantino e insegno st. dell’arte a Lecce, da precaria dove capita e da un po’ di anni al Liceo Classico “Giovanni Paolo II” che fa capo all’arcidiocesi. Mi sono imbattuta nel tuo sito (mi permetto di darti del tu…) facendo ricerca di foto di pajare su internet. Ne avevo di mie, ma ne volevo dall’interno per fare dei raffronti in una delle mie classi con le prime costruzioni a falsa cupola delle civiltà mediterranee.
    La mia richiesta è se posso usare le foto del tuo sito da proiettare in classe con i ragazzi, sottolineandone com’è giusto la provenienza.
    Con l’occasione ti faccio i complimenti per il sito ricco di arte, cultura mediterranea, ma pure di passione per l’incanto della nostra terra. Sarò contenta se mi farai sapere. Grazie: MRita Tarantino

    • Cara Maria Rita,
      non ci sono problemi, citando la fonte logicamente e non utilizzando le foto per altri scopi. Io sono un collega… Ti ringrazio anche per i complimenti per il sito,

      Gianni

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