Sul filo dell’emozione con l’ “Opera Omnia” di Tito Schipa

Il 26 aprile 2010 presentato in anteprima mondiale il cofanetto che raccoglie tutte le incisioni del tenore leccese in 31 CD. Un evento di grande importanza per il belcanto e la discografia internazionale! Avevo ascoltato per la prima volta nel maggio del 2002, con una forte emozione e tanta malinconia,  l’ “Opera Omnia” del tenore leccese Tito Schipa (* Lecce 1889, † New York 1965), dopo averla ricevuta in regalo da Tito Schipa Jr., mio parente, che mi aveva voluto come Responsabile dell’Archivio di famiglia; ma già da qualche anno ero entrato in contatto con il curatore dell’Opera, il Reverendo Richard A. Cantrell, per gli amici Dick, residente negli U.S.A. (Texas), sempre generoso nei miei confronti, fornendomi documenti utili e rari per l’Archivio.

Cantrell, oggi 92enne, era giunto in Italia come cappellano militare al seguito delle truppe americane, durante la seconda guerra mondiale e nel nostro paese aveva avuto l’opportunità di ascoltare la voce del tenore leccese Tito Schipa, rimanendone ammirato a tal punto da dedicare buona parte della sua esistenza a raccogliere ogni testimonianza sonora in cui fosse coinvolto l’“usignolo d’Italia”, come fu definito Schipa da Arturo Toscanini. E si badi bene che non si è trattato di un’operazione per melomani ma di una ricerca documentaria, esaustiva, sul ruolo svolto dal cantante leccese nell’arco di una lunghissima ed eccezionale carriera, durata ben 55 anni, che lo portò già nel 1927 ad essere considerato, dalla critica mondiale, il più grande cantante lirico al mondo.

Il lavoro di Cantrell, che aveva costituito in 50 anni di dedizione totale e di lavoro ininterrotto la monumentale raccolta delle incisioni di Tito Schipa riversandola in compact disc, fu scoperto qualche anno fa, casualmente su internet, da Tito Schipa Jr. che ne incoraggiò il lavoro. Ordinata e perfezionata dalla Associazione culturale e casa discografica Nireo e patrocinata dalla Fondazione “Tito Schipa” Ente Morale, con il contributo del Comune e della Provincia di Lecce, del Conservatorio di Musica “Tito Schipa”, dell’Archivio “Schipa-Carluccio” e dell’Associazione Amici della Lirica “Tito Schipa”, la preziosa collezione è stata presentata in anteprima mondiale nel capoluogo salentino lunedì 26 aprile 2010, a mezzogiorno, nel foyer del Teatro Politeama Greco, che proprio Tito Schipa contribuì ad abbellire, in occasione di una famosa Stagione Lirica, da lui diretta e interpretata, come ricorda una targa apposta dai concittadini leccesi, riconoscenti, nella primavera del 1926.

Il cofanetto ‘de luxe’, realizzato dalla casa discografica salentina fondata nel 2005 dal critico musicale Eraldo Martucci e dal pianista Francesco Libetta, contiene 31 CD ed una raffinata brochure di 144 pagine, in italiano e inglese, con una ricchissima documentazione fotografica, oltre all’indice generale dei CD, a quello alfabetico dei titoli, dei film, compreso quello delle registrazioni dal vivo e delle interviste, con interventi e collaborazioni di Francesco Libetta, Eraldo Martucci, Gianfranco Landini, Giorgio Gualerzi e Gianni Carluccio. Ogni brano registrato dal tenore leccese nel corso della sua esistenza viene riportato secondo un criterio cronologico, dalle incisioni ufficiali a quelle cinematografiche e documentaristiche, a quelle radiofoniche e televisive, a quelle private, alle registrazioni dal vivo, molte delle quali del tutto inedite, fino agli scarti discografici che è stato possibile recuperare.

 

Attraverso i primi 29 CD è possibile, dunque, seguire l’evoluzione della voce di Schipa, dalle prime incisioni nel 1913 a Milano, con la Società Nazionale del Grammofono (La Voce del Padrone) a quelle con la Pathè e la Victor, negli U.S.A. ed in Sud America, fino alle ultime con la Durium a Milano, nel 1955 e con la Melodiya a Mosca, nel 1957. Gli ultimi due CD contengono matrici alternative alle versioni ufficiali già presenti nella raccolta. Tra queste anche una prova d’archivio, in origine non destinata alla pubblicazione, su disco a 78 giri inciso nel 1938, riversata nei laboratori audio Mirage dell’Università di Udine a cura di Fabio Primiceri nell’ambito della sua tesi di specializzazione in discipline musicali presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, a.a. 2005-2006, dal titolo: “Riversamento e restauro audio. Inediti dall’Archivio Schipa-Carluccio”.

Dopo la realizzazione del volume “Tito Schipa” di Tito Schipa Jr. (Edizioni Argo, Lecce), presentato a Lecce il 26 maggio 2004 e dopo l’uscita del volume da me curato “Tito Schipa, un leccese del mondo” (Edizioni Manni, Lecce), presentato a Lecce l’8 agosto 2008, la realizzazione dell’ “Opera Omnia” di Schipa rappresenta un ulteriore importante tassello nella conoscenza artistica di Schipa, per la quale sono personalmente impegnato fin dal 1998.

E grande è stata la mia gioia per aver contribuito con due importanti novità alla raccolta delle incisioni di Tito Schipa, ritrovando nel 2006 il già citato disco prova a 78 giri del 1938, da me acquistato incredibilmente presso il mercatino dell’Antiquariato di Cavallino e poi la ‘scoperta’ su internet nel 2009 dell’importante registrazione di fortuna oggi pubblicata nell’ambito dell’Opera Omnia, del Concerto tenuto da Schipa a Philadelphia il 4 novembre 1962 (l’inserimento del live inedito è stato uno degli interventi più interessanti operati da Libetta e Martucci). Grazie a questa registrazione, in particolare, dopo l’esecuzione dell’Ave Maria di Schubert, si ascolta (oltre ai soliti bravo… bravo…) un “forza Lecce” e, altro particolare curioso, prima dell’esecuzione di “Torna a Surriento”, si ascoltano alcuni fan presenti al Concerto di Philadelphia chiedere in dialetto leccese l’esecuzione di un ulteriore brano (“n’autru ‘ncora”).

 

© Testi e foto, laddove non diversamente indicato, sono di proprietà dell’Ing. Gianni Carluccio. E’ vietata la riproduzione, anche parziale, senza una preventiva autorizzazione dell’Autore. 

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