Giuseppe Bertolucci e la “sua” piccola, colorata Diso (Lecce)

Questa mattina mi sono recato nella piccola, bella e "colorata" Diso, dove amava risiedere l’illustre Maestro Giuseppe Bertolucci, per rendergli omaggio e portare i saluti della famiglia Schipa alla vedova, signora Lucilla Albano.

Ho pensato inoltre, in omaggio al caro Regista e Sceneggiatore, di lasciare un ricordo fotografico della cittadina salentina, dove aveva comprato casa e dove ha scelto di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita.

Gianni Carluccio – Responsabile Archivio Tito Schipa

Diso (Lecce), domenica 17 giugno 2012

COMUNICATO AGI – Roma, 16 giugno 2012.

E’ morto a Diso (Lecce) a 65 anni, dopo una malattia, il regista Giuseppe Bertolucci. Per anni presidente della Cineteca di Bologna, mosse i primi passi nel mondo del cinema facendo da aiuto al fratello maggiore Bernardo nel film “La strategia del ragno” (1970) ed esordì l’anno dopo come regista nel mediometraggio “I poveri muoiono prima”.

Giuseppe Bertolucci da anni aveva acquistato una casa nel centro storico del piccolo paese salentino di soli 3.137 abitanti.

Regista surreale e garbato, Giuseppe Bertolucci ha saputo amalgamare nei suoi film l’ispirazione più intimistica e familiare del padre, il poeta Attilio amico di Pier Paolo Pasolini, e il guizzo lucido e a volte crudele presente nelle opere del fratello maggiore Bernardo. Nato a Parma nel 1947, Giuseppe si è inizialmente interessato di pittura e poi ha collaborato alla sceneggiatura di “Novecento” (Atto primo e secondo) nel 1976; quindi ha diretto nel suo primo film da regista un giovanissimo Roberto Benigni (“Berlinguer ti voglio bene”, 1977). E’ stata la volta poi di “Oggetti smarriti” (1980), in cui ha manifestato la predilezione per un cinema surreale e grottesco.

Dopo “Segreti segreti” (1984), lucido e penetrante film sul terrorismo, ha realizzato “Tuttobenigni” (1986, antologia delle esibizioni riprese dal vivo di R. Benigni), “I cammelli” (1988, con Diego Abatantuono e Paolo Rossi), “Strana la vita” (1988), “Amori in corso” (1989), un episodio del film “La domenica specialmente” (1991). E ancora: “Troppo sole” (1994, con una camaleontica Sabina Guzzanti) e “Il dolce rumore della vita” (1999), tutte opere attraversate dalla sottile vena di assurdo che ha caratterizzato tutta la sua produzione. Nel 2001 ha girato “L’amore probabilmente” e poi “Luparella” (2002) e “Pasolini prossimo nostro” (2006) e il documentario “La rabbia di Pasolini” (2008), di cui é stato anche produttore. Nel 2010 é tornato alla regia teatrale con “L’ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro”, che gli è valso il Premio Ubu. Per molti anni fu presidente della Cineteca di Bologna.

IL DOLORE DI ROBERTO BENIGNI 

Commosso il ricordo di Roberto Benigni, che Bertolucci lanciò come attore di cinema negli anni 70. «Devo tutto a Giuseppe Bertolucci – ha detto l’artista toscano – Ho passato con lui gli anni più belli della mia giovinezza. Era il mio amico. Il mio primo amico, il mio primo regista, il mio primo autore. Mi ha insegnato lui a leggere la poesia, a muovermi, a camminare nel mondo, a guardare il cielo, a capire da che parte arriva la bellezza e a riconoscerla. E l’audacia, e il coraggio. Devo tutto a Giuseppe».

Ricordiamo che Giuseppe Bertolucci lavorò tra l’altro alle sceneggiature di “La Luna” di Bernardo Bertolucci, “Tu mi turbi” di Benigni e del capolavoro “Non ci resta che piangere” di Benigni e Massimo Troisi (1984).

Benigni è arrivato nel pomeriggio di sabato 16 giugno 2012 a Diso, accompagnato dalla moglie, Nicoletta Braschi, per rendere omaggio alla salma di Bertolucci, nella Sala degli Affreschi dell’ex Convento dei Cappuccini. Cappello bianco in testa, occhiali scuri e giacca nera, si è soffermato quasi due ore nella camera ardente e poi è tornato ancora oggi alle 12.30 per salutare il suo Maestro.

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Ed eccovi ora alcune immagini-ricordo di Diso da me riprese questa mattina, 17 giugno 2012 e dedicate all’illustre Maestro ed ai suoi familiari.

* Mi fa piacere ricordare in questa sede che la prima volta che mi recai a Roma a casa di Tito Schipa Jr. e di Adriana Ruvolo, in via della Lungara, dove abita anche il loro amico regista Bernardo Bertolucci, vidi sul tavolino del salotto un volume di poesie di Giuseppe Bertolucci, con una bella dedica ai padroni di casa.

* Tutte le foto sono oggetto di copyright da parte dell’Ing. Gianni Carluccio e ne è vietata la riproduzione senza il suo consenso.

L’ex Convento dei Cappuccini, dove il Comune di Diso ha allestito la camera ardente di Giuseppe Bertolucci.

 

La camera ardente è stata allestita nella Sala degli Affreschi.

La residenza di Giuseppe Bertolucci è al termine di un caratteristico vicoletto nel centro storico di Diso.

Nei vicoletti del centro storico di Diso si lasciano ammirare splendide architetture lignee…

La Chiesa Matrice di Diso dedicata ai SS. Filippo e Giacomo.

 

La tomba di un Vescovo di Castro del 1790.

Nella Piazza principale del paesino incontro gli amici Antonio Amato e Carlo "canaglia" De Pascalis, protagonisti della Notte della Taranta.

Foto-ricordo con i vecchietti del paesino.

Qui di seguito alcune casette dipinte dallo stesso Antonio Amato, che è il più bravo tenore popolare salentino.

Qui vediamo una chiesetta alla periferia del paese e sotto un particolare ed interessantissimo Menhir detto delle "Vardare".

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