Domenico Modugno, meraviglioso

* Alla mia cara mamma, Silvana Schipa ed alla memoria di mio zio Luigi Carluccio.

** A sei anni, nel 1958, ascoltai sul giradischi di mio zio Luigi (zio Gino), per la prima volta, Domenico Modugno in “Nel blu dipinto di blu” e fui subito rapito dalla sua straordinaria voce. Gianni Carluccio.

Ieri sera 16 Dicembre 2012, alle 21.10 è andato in onda su RAIUNO un programma speciale su Domenico Modugno dal titolo: “Penso che un sogno così…”, ottimamente condotto da Massimo Giletti, presenti negli studi di Napoli, oltre a Massimo Ranieri, Enrica Bonaccorti, Lino Banfi ed il critico musicale Mario Luzzato Fegiz.

Si è molto parlato di Puglia, di Salento e di Lecce soprattutto con Lino Banfi, Emma e con Giuliano dei Negramaro, che si è esibito nell’insuperabile successo del nostro Mimmo Modugno: “Meraviglioso”.

La visione di uno stralcio del programma “Piacere Raiuno” condotto da Toto Cutugno (con Simona Marchini e Piero Badaloni), relativamente alla puntata trasmessa dal Teatro Politeama Greco di Lecce il 16 Aprile 1991, presente in studio l’amico Franco Simone, e soprattutto la telefonata in diretta di Mimmo Modugno, che parlava in salentino (alla quale avevo assistito “in diretta”), mi hanno spinto a pubblicare qualche ricordo tratto dal mio Archivio per rendere omaggio alla “salentinità” di Domenico Modugno, Stella di Prima Grandezza tra i Pugliesi più famosi al mondo, assieme al Grande tenore leccese Tito Schipa (mio parente) ed all’amico Al Bano, suo “figlioccio”.

(* Alcune immagini si debbono alla cortesia dell’amico Mimì Modugno, nipote di Mimmo, ed all’Associazione Culturale Domenico Modugno di San Pietro Vernotico, della quale mi onoro di far parte; l’immagine del numero unico satirico leccese “La Carrozza” si deve alla cortesia del suo Direttore, Dott. Ruggero Vantaggiato; altre immagini sono tratte da internet). 

* Tutte le immagini appartengono all’Archivio dell’Ing. Gianni Carluccio e ne è vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore.

Domenico Modugno è nato a Polignano a Mare (BA) alle ore 15 del 9 Gennaio 1928 da Cosimo Modugno e Pasqua Lo Russo; dall’età di 6 anni e mezzo fino a 21 anni ha vissuto con la sua famiglia a San Pietro Vernotico (BR). Nel 1947 decide di partire per Torino, che per “Mimino” rappresenta la RAI, per poi trasferirsi definitivamente a Roma nel 1949. Dieci anni dopo essere stato colpito da un ictus cerebrale (12 Giugno 1984, presso gli Studi di canale 5 a Milano), e dopo un collasso che lo aveva colpito  mentre viaggiava su un aereo che lo riportava in Italia da New York (21 Novembre 1991), dove aveva tenuto un memorabile Concerto, muore per un attacco cardiaco a Lampedusa, la sera di Sabato 6 Agosto 1994 alle ore 20.30; aveva 66 anni.

 

La copertina del settimanale GENTE del 22 AGOSTO 1994.

Quella sera “voleva rimettere in mare una tartaruga ammalata. Un esemplare di una specie in via d’estinzione protetta dagli ambientalisti del WWF, che si trovava nell’oasi  naturale di Lampedusa. Un tenero gesto, carico di significati simbolici, che tuttavia gli è costato la vita.

Un tragitto pesante fatto a piedi, muovendosi con il bastone, lungo un “saliscendi” sterrato di Lampedusa; la delusione dopo la fatica, perché la testuggine era già stata accompagnata in mare da alcuni ambientalisti, senza che lo avessero aspettato; una vivace e burbera protesta, alla maniera di “mister volare”. Poi il dolore al petto appena a casa: nel giardino della villa si consumava infine la tragedia” (Mimmo Pacifici, GENTE, 22 Agosto 1994, pp.6, 10).

Polignano a Mare (Bari), Lungomare Domenico Modugno: particolare del monumento a Domenico Modugno dal titolo “Volare” realizzato dallo scultore Hermann Mejer nel 2008-2009. Sulla Targa-Ricordo è scritto: 31/5/2009 / COMUNE DI POLIGNANO A MARE / “ritornerò laggiù nel mio paese dove si sente il mare” / DOMENICO MODUGNO / nato a Polignano a Mare il 9 Gennaio 1928.

 

Domenico Modugno trionfa al Festival di Sanremo con “Nel blu dipinto di blu”, meglio conosciuta come “Volare”, scritta con Franco Migliacci e musicata dallo stesso Modugno. E’ il 1° Febbraio 1958.

NEL BLU DIPINTO DI BLU (VOLARE)

 

 

 

 

Domenico Modugno – Franco Migliacci,

 

 

1 Febbraio 1958

Penso che un sogno così non ritorni mai più
mi dipingevo le mani e la faccia di blu
poi d’improvviso venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinito

Volare oh, oh
cantare oh, oh
nel blu dipinto di blu
felice di stare lassù
e volavo, volavo felice più in alto del sole
ed ancora più su
mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù
una musica dolce suonava soltanto per me

Volare oh, oh
cantare oh, oh
nel blu dipinto di blu
felice di stare lassù
ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perché
quando tramonta la luna li porta con sé
ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli
che sono blu come un cielo trapunto di stelle

Volare oh, oh
cantare oh, oh
nel blu degli occhi tuoi blu
felice di stare quaggiù
e continuo a volare felice più in alto del sole
ed ancora più su
mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu
la tua voce è una musica dolce che suona per me

Volare oh, oh
cantare oh, oh
nel blu degli occhi tuoi blu
felice di stare quaggiù
nel blu degli occhi tuoi blu
felice di stare quaggiù
con te.

DED. DI MARCELLO MODUGNO A GIANNI CARLUCCIO, GIUGNO 2003

Dedica e complimenti da Marcello Modugno a Gianni Carluccio, ricevuti tramite Tito Schipa Jr., Giugno 2003.

Gianni Carluccio con Marcello Modugno, Lecce 26 Giugno 2004.

Dedica di Marcello Modugno a Gianni Carluccio sulla copertina di un triplo CD della RCA.

RICORDO DI LELIO LUTTAZZI A GIANNI CARLUCCIO, MARZO-MAGGIO 2003

Colgo l’occasione per pubblicare anche un bellissimo ricordo di Lelio Luttazzi, avuto sempre tramite Tito Schipa Jr., Roma, Marzo 2003.

Locandina dello spettacolo “Tradurrock”, regia di Tito Schipa Jr. con Marcello Modugno ed il Coordinamento artistico di Adriana Ruvolo. Bevagna (PG), Lecce, Milano, Viareggio, Isola d’Elba, 13-22 Agosto 1996.

Locandina dello spettacolo “Blowin in the wind” di Tito Schipa Jr. con Marcello Modugno. Roma, 20-22 Settembre 1998.

Marc Chagall (1887 – 1985) nel suo atelier (1945 circa).

Marc Chagall, Le coq rouge, 1940 olio su tela (Cincinnati Museum) – Archivio Carluccio.

Marc Chagall, Entre chien et loup (Al crepuscolo), 1938-43 olio su tela (coll. privata) – Archivio Carluccio.

Da questi due quadri di Chagall trassero ispirazione Franco Migliacci e Domenico Modugno per scrivere “Nel blu dipinto di blu” alias “Volare”.

La Repubblica, 5 Luglio 2007 (Archivio Carluccio).

Immagini dalla trasmissione di Raiuno “Penso che un sogno così…”, andata in onda sabato 15 Dicembre 2012.

Franco Migliacci, 82 anni

Sullo schermo l’immagine di Domenico Modugno con Al Bano; in studio Massimo Ranieri con Massimo Giletti e gli altri ospiti.

Franco Migliacci racconta l’origine di “Nel blu dipinto di blu”.

Cosimo Modugno, detto Mimì, nipote di Domenico, illustra lo Stato di Famiglia esposto presso la sede dell’Associazione Culturale Domenico Modugno a San Pietro Vernotico.

Franco Simone e Toto Cutugno, Lecce Teatro Politeama Greco, 16 Aprile 1991 (Piacere Raiuno), mentre chiama in diretta Domenico Modugno, che si rivolge a Toto Cutugno con un “Toto, vuei” e poi saluta Franco Simone, mentre il pubblico in standing ovation intona “Volare”. Ancora Mimmo rivolto al conterraneo Franco Simone (il bravissimo artista e caro amico è di Acquarica del Capo, in Provincia di Lecce) dice: “Lui lo sa che io lo ammiro” e poi in stretto dialetto salentino “Mannaggia chi t’ha straiu” e poi continua: “Oggi mi avete fatto un grande regalo, anche “l’uomo in frack” è andato molto, molto bene” e Toto Cutugno replica: “Ma l’ha cantato il pubblico assieme a me…” e lo interrompe Mimmo: “i leccesi, i paesani de Santu Ronzu” (Sant’Oronzo è il Patrono di Lecce, n.d.r.). La telefonata si conclude con un “Ciao, Ciao bambina” intonato dal pubblico leccese, mentre il Grande Mimmo manda i saluti “a tutta la Puglia”.

* Questo ricordo per me è indimenticabile e testimonia l’affetto di Domenico Modugno verso la terra salentina, che tanto ha amato e che tanto gli deve; basta ascoltare le sue canzoni che non sono in dialetto siciliano (come ha lasciato credere l’LP che pubblico qui sotto), ma salentino, un pò rimaneggiato…. 

Copertina del raro LP “Modugno Siciliano” (1963), contenente 12 canzoni  (da Lu pisce spada del 1953 a Tre briganti, tre somari del 1962); collezione Ing. Gianni Carluccio.

Come si può notare sull’etichetta del disco non compare la dizione “Modugno Siciliano” ma più correttamente “Domenico Modugno e la sua chitarra”.

E questo è un altro altro LP dal titolo significativo: “LA SICILIA DI DOMENICO MODUGNO” … (Collezione Ing. Gianni Carluccio).

Un altro LP riguardante… Un Siciliano a Parigi…

ed ora qualche altro raro disco della Collezione Carluccio, copyright…

Il primo disco di Domenico Modugno (1953), si tratta di un 78 giri con “La donna riccia” e “Lu pisce spada”, una vera rarità della Collezione Carluccio e sotto il particolare delle etichette.

Domenico Modugno, 78 giri “La donna riccia” (1953). Coll. Ing. Gianni Carluccio, copyright.

Domenico Modugno, 78 giri “Lu pisce spada” (1953). Coll. Ing. Gianni Carluccio, copyright.

Domenico Modugno, 45 giri “Vecchio Frak” (1955). Coll. Ing. Gianni Carluccio, copyright.

Domenico Modugno, 45 giri “Resta cu ‘mme” (1957). Coll. Ing. Gianni Carluccio, copyright.

Domenico Modugno, 45 giri “Nel blu dipinto di blu”, meglio conosciuta come “Volare” (1958). Coll. Ing. Gianni Carluccio, copyright.

Domenico Modugno, lo spartito di “Volare” in lingua inglese. Coll. Ing. Gianni Carluccio, copyright.

Domenico Modugno, 45 giri “Piove”, meglio conosciuta come “Ciao Ciao bambina” (1959). Coll. Ing. Gianni Carluccio, copyright.

… ed ora alcuni spartiti musicali ricevuti in dono dal Prof. Francesco D’Andria, ottimo fisarmonicista, nonché Docente dell’Università del Salento, Direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia della stessa Università e Capo Missione Italiana per gli scavi di Hierapolis di Frigia in Turchia, che ringrazio per la solita squisita gentilezza (12.3.2013).

Domenico Modugno, lo spartito di Vecchio Frack, 1955 (Cortesia Prof. Francesco D’Andria, copyright Ing. Gianni Carluccio).

Domenico Modugno, lo spartito di “Pasqualino Marajà”, 1958 (Cortesia Prof. Francesco D’Andria, copyright Ing. Gianni Carluccio).

Domenico Modugno, lo spartito di “Notte… Lunga Notte”, 1959 (Cortesia Prof. Francesco D’Andria, copyright Ing. Gianni Carluccio).

Lecce, Teatro Politeama Greco. Toto Cutugno e Franco Simone salutano, assieme al pubblico salentino esultante, Domenico Modugno che è in diretta al telefono (16 Aprile 1991).

Gianni Carluccio con Simona Marchini, conduttrice con Toto Cutugno e Piero Badaloni, del programma Piacere Raiuno (Lecce, Cortile dei Celestini, 11 Giugno 2009).

Lecce, Teatro Politeama Greco, 7 Gennaio 2011, al termine dello spettacolo “Artisti tra due mari”, fortemente voluto da Franco Simone, che ha invitato i nipoti di tre grandi Salentini: Tito Schipa, Domenico Modugno e Nicola Arigliano.

Da sin.: Mimì Modugno (nipote di Domenico Modugno), Franco Simone, Paola Bracciale (nipote di Nicola Arigliano) e Gianni Carluccio (nipote di Tito Schipa).

Ruby Coletta, Mimì Modugno, Gianni Carluccio ed Eraldo Martucci

Domenico Modugno: l’uomo in frack

Domenico Modugno, con alla sua destra il padre Cosimo, a San Pietro Vernotico, dopo i successi al Festival di Sanremo. 

 

Ed ora gli articoli del Quotidiano pugliese “La Gazzetta del Mezzogiorno” che riportano il successo di Domenico Modugno al Festival di Sanremo del 1958.

* Da notare che inizialmente Modugno viene definito “chitarrista siciliano”, subito dopo La Gazzetta “scopre” che è nato a Polignano (Bari) e vissuto a San Pietro Vernotico (Brindisi).

(copyright ARCHIVIO ING. GIANNI CARLUCCIO)

La Gazzetta del Mezzogiorno, 1.2.1958.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 2.2.1958.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 16.2.1958.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 18.2.1958.

Ed ora un’indimenticabile esibizione “leccese” di Domenico Modugno nell’Estate del 1972…

Domenico Modugno canta in Piazza Sant’Oronzo a Lecce la sera di Giovedì 24 Agosto 1972, davanti a più di 20.000 leccesi (Foto di Pino Carlino, tratta da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO di Sabato 26 Agosto 1972, copyright ARCHIVIO CARLUCCIO).

L’immagine di copertina de “LA CARROZZA” del 26 Agosto 1972, testimonia l’esibizione di Domenico Modugno in Piazza Sant’Oronzo a Lecce, in occasione delle feste per il Patrono della città. Domenico Modugno, Giovedì 24 Agosto 1972, canta per quasi due ore a partire dalle 23 e intervalla l’esecuzione delle sue indimenticabili canzoni con dialoghi con il pubblico leccese, in dialetto salentino…

Per la prima volta l’Arcivescovo di Lecce permette che un cantante di musica leggera si esibisca in Piazza Sant’Oronzo, in occasione della festa del patrono della Città. Negli anni precedenti era stato permesso a Tito Schipa di cantare l’Ave Maria di Schubert, alle quale il tenore leccese aveva messo sue parole.

Nella vignetta disegnata da Gianfranco Belfiore (che riproduco grazie alla cortesia del Direttore, Dott. Ruggero Vantaggiato) si riconoscono in alto a destra Mons. Francesco Minerva e poi da sin.: gli Assessori Marti, Anguilla, il Sindaco Capilungo, l’Assesore Maddalo e Domenico Modugno che canta Volare… Cover band “Nunzio e i Messia”, tra i quali mi piace ricordare e ringraziare il Sassofonista, nonché caro Amico e Collega Prof. Dario Spedicato.

Il gruppo “Nunzio e i Messia” ai primi degli anni ’70 (cortesia prof. Dario Spedicato).

Gianni Carluccio con Dario Spedicato, sassofonista del gruppo “Nunzio e i Messia”, cover band che si esibì il 24 Agosto 1972 a Lecce, in Piazza Sant’Oronzo, in occasione dell’indimenticabile esibizione di Domenico Modugno.

Dario Spedicato, sassofonista de “I Messia” (cortesia Prof. Dario Spedicato).

La prima residenza della Famiglia Modugno a San Pietro Vernotico (dal 25 Luglio 1934), Via Cellino 37 (ora 19).

La residenza “storica” della Famiglia Modugno dal 15.X.1939 fino al 15.X.1961: San Pietro Vernotico, Via Brindisi 24, primo piano.

La sede dell’Associazione Culturale Domenico Modugno, in Piazza del Popolo, 30 a San Pietro Vernotico (ex sede Municipale).

Gianni Carluccio con Mimì Modugno presso la sede dell’Associazione Culturale Domenico Modugno.

San Pietro Vernotico 12 Febbraio 2011.

Il foglio di Famiglia dei Modugno, esposto preso la sede dell’Associazione Culturale “Domenico Modugno” di San Pietro Vernotico.

L’importante volume del Prof. Cesare Augusto Marangio (Edizioni Minigraf, Campi Salentina 2007), che fa chiarezza sulle origini del “mito” Modugno a San Pietro Vernotico, dove il piccolo “Mimino” arriva a 6 anni e mezzo, proveniente dalla sua città natale: Polignano a Mare.

Le dediche di Mimì Modugno a Gianni Carluccio

Domenico Modugno stringe la mano alla dodicenne ammiratrice Katia Cesano sull’autostrada Bari – Roma, Settembre 1970 (Cortesia Sig. Oronzino Cesano).

La bellissima Polignano a Mare (Bari).

L’Ing. Gianni Carluccio presso la Casa natale di Domenico Modugno a Polignano a Mare in Piazza Minerva, 6 (oggi Piazza Caduti di via Fani).

L’Ing. Gianni Carluccio nei pressi del monumento in bronzo a Domenico Modugno nella sua città natale, Polignano a Mare (BA).

... ed ora alcune immagini del centro storico di Polignano

(* foto copyright Ing. Gianni Carluccio, 9.2.2013).

La Porta che segna l’ingresso al borgo antico medioevale di Polignano, di notevole interesse urbanistico, architettonico e ambientale.

La Chiesa Matrice dedicata all’Assunta, consacrata nel 1295 e rifatta a più riprese.

Monumento a San Vito, protettore della cittadina.

Una delle splendide terrazze panoramiche a strapiombo sul mare.

Nella scogliera a picco sul mare si aprono numerose grotte, la più famosa è la Grotta Palazzese.

Uno dei luoghi da dove i ragazzini più coraggiosi di Polignano si tuffano in mare. Domenico Modugno era fra questi all’inizio degli anni ’30.

Dalla terrazza più settentrionale si può scorgere, al termine di una bianca scalinata, il monumento a Domenico Modugno, situato sul lungomare omonimo.

Polignano è famosa per i gelati con il Mago e Supermago…

La splendida insenatura immediatamente a nord del centro storico.

Il bellissimo monumento a Domenico Modugno, in un contesto molto suggestivo.

Lo spettacolare costone roccioso sul quale, a 24 s.l.m., sorge Polignano a Mare.

Il primo LP con i Successi di Domenico Modugno, 1956 (Coll. Ing. Gianni Carluccio). Questo LP figurava anche nella collezione di Tito Schipa.

Uno dei primi dischi a 45 giri di Domenico Modugno, in dialetto salentino, 1956 (Coll. Ing. Gianni Carluccio).

Il mitico disco a 78 giri con “Nel blu dipinto di blu”

L’ultimo 45 giri inciso da Domenico Modugno, con le sigle della trasmissione LA LUNA NEL POZZO (ITALIA 1, 1984), Coll. Ing. Gianni Carluccio.

Al Bano con Domenico Modugno.

Dedica di Al Bano “figlioccio di Mimmo Modugno” a Gianni Carluccio “il nipote di Tito Schipa” (2011).

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Domenico Modugno e il suo paese nel Salento: San Pietro Vernotico.

* Dedico questo lavoro su San Pietro Vernotico, dove Domenico Modugno ha vissuto per 15 anni,  a Marcello Modugno ed alla sua famiglia; a Mimì Modugno ed ai suoi familiari, che vivono a San Pietro Vernotico; al Prof. Cesare Augusto Marangio, autore del pregevole Volume: Domenico Modugno. San Pietro Vernotico un paese “troppo stretto” (Edizioni Minigraf, Campi Salentina 2007), che mi è stato di notevole aiuto nel riconoscimento dei luoghi; ai soci dell’Associazione Culturale Domenico Modugno, della quale mi onoro di far parte ed in particolare a Salvatore Negro detto “lu marcantieddru”, fedele amico di Mimino Modugno; a tutti i Cittadini sampietrani, compresa mia nipote Martina Caracciolo ed il caro Antonio Maggio, amico di mia figlia Arianna, neo-vincitore della sezione Giovani del Festival di Sanremo 2013, che pur essendo di Squinzano, il paese del grande Nicola Arigliano, è nato proprio a San Pietro Vernotico, il paese di Domenico Modugno; al Sindaco ed agli Amministratori Comunali, all’ex Sindaco Dott. Giampiero Rollo, mio caro amico; alla Prof.ssa Caterina, figlia dell’ex Sindaco Cav. Angelo Maiolino; ai Vigili Urbani che hanno raccolto l’eredità del Comandante Cosimo Modugno, papà di Domenico ed in particolare a Roberto Mariano per l’aiuto “sul campo” e per la segnalazione del film “Tutto è Musica”; ai titolari degli storici Caffè Roma e Bar Venezia ed infine ai miei tanti alunni sampietrani, che ho avuto nel corso dei tanti anni di insegnamento presso l’I.I.S.S. “E. Fermi” di Lecce, ed in particolare a Mattia Tafuro, Cristian Blasi, Piero Alemanno e Mattia Greco, miei alunni nel corso del presente a.s. 2012-2013, che mi hanno aiutato in questi ultimi giorni, fornendomi anche una “preziosa” carta topografica, assieme al collega e amico Don Giovanni Serio, sampietrano, con il quale ho avuto lunghi colloqui intorno alla vicenda Domenico Modugno – San Pietro Vernotico. Permettetemi infine una dedica a mio cugino Tito Schipa Jr., grazie al quale ho avuto il piacere di conoscere il caro e bravo artista Marcello Modugno e ad Adriana Ruvolo, consorte di Tito Schipa Jr. (siciliana come Franca Guarnacci, in arte Franca Gandolfi, moglie di Mimmo) ed amica della famiglia Modugno.

Gianni Carluccio,

Responsabile Archivio Tito Schipa

12 Febbraio 2013

San Pietro Vernotico (15.000 abitanti), il paese di Domenico Modugno è vicinissimo a Cellino San Marco, il paese di Al Bano. In alto a destra il centro messapico di Valesio, nei pressi di Torchiarolo.

Comune di San Pietro Vernotico. Pianta della città con la localizzazione dei “luoghi” di Domenico Modugno a cura dell’Ing. Gianni Carluccio.

* Nella pianta fornitami dai miei alunni e dal Comando dei Vigili Urbani, ho cercato di localizzare le residenze della famiglia Modugno ed i luoghi maggiormente frequentati da Mimino Modugno.

Alcuni aspetti della campagna nei dintorni di San Pietro Vernotico, dove sono presenti numerosi vitigni.

I pregiati vini della Cantina Sampietrana.

Alcuni stabilimenti vinicoli sampietrani, perlopiù dismessi e oggetto di “archeologia industriale”.

Il ponte sulla ferrovia, nei pressi di Piazza Domenico Modugno.

Il ponte sul canale Infocaciucci, alla periferia nord del paese, sul proseguimento di Via Brindisi.

* Nella zona detta del “Ponte Grande”, nei pressi dell’attuale Piazza Modugno, si riunivano Mimino Modugno ed i suoi amici per suonare, cantare e divertirsi. I compagni lo chiamavano “Mimino lu pacciu” (“Mimino il pazzo”) perché non voleva studiare e di notte, visto che a casa dava fastidio, prendeva la fisarmonica e andava a suonare in un campo al buio, a volte fino alle tre di notte!

Il canale Infocaciucci, dopo aver lambito la periferia nord di San Pietro Vernotico, attraversa l’antica Città Messapica di Valesio, nei pressi di Torchiarolo, per poi sfociare nel Mare Adriatico.

Il canale detto “fosso” che, dopo aver attraversato la parte meridionale del paese, confluisce nel canale Infocaciucci.

La Chiesa Matrice in Piazza del Popolo.

L’ex sede municipale, oggi sede dell’Associazione Culturale “Domenico Modugno”, in Piazza del Popolo, dove nel 1958 si esibì Domenico Modugno, dopo il successo al Festival di Sanremo.

La fontana che sorge al centro della Piazza Domenico Modugno, alla periferia del paese, lungo Via Brindisi.

La Piazza Domenico Modugno fu inaugurata il 2 Giugno 1996 (Sindaco Salvatore Mariano, su proposta di Salvatore Negro, uno degli amici più intimi di Domenico Modugno).

 

All’inzio di Via Cellino, numero civico 19, sorge la prima abitazione della Famiglia Modugno all’arrivo a San Pietro Vernotico, nell’estate del 1934.

La zona all’incrocio tra Via Cellino con il canale “fosso” che attraversa la parte meridionale del paese.

La Scuola Elementare “Ruggero De Simone”, ai margini del centro storico di San Pietro Vernotico, in Via Monte Piana, frequentata da Mimino Modugno, a partire dalla III classe, fino al 1938.

La Chiesa di San Pietro (1794), nella Piazza omonima, sul sagrato della quale giocavano Mimino Modugno ed i suoi coetanei.

Cosimo Modugno (Polignano a Mare, 2.6.1899) con la moglie Pasqua Lo Russo (Conversano, 18.2.1888) nella loro residenza in Via Brindisi, 24 a San Pietro Vernotico, mentre leggono la rivista “Vie Nuove”, che ritrae in copertina il loro figlio Domenico Modugno con a fianco la moglie Franca Gandolfi (seconda metà anni ’50).

* dal Volume di Cesare Augusto Marangio, prodotto dall’Associazione Fan Club Domenico Modugno di San Pietro Vernotico: Domenico Modugno. San Pietro Vernotico un paese “troppo stretto”, Edizioni Minigraf, Campi Salentina 2007, Archivio Mimì e Pasquita Modugno.

La casa di Via Brindisi 24, residenza della famiglia Modugno dal 1939 al 1961. Qui tornò Domenico Modugno nel 1958 da vincitore del Festival di Sanremo.

Le storiche foto che ritraggono Domenico Modugno durante il Concerto tenuto nella Piazza del suo paese (Piazza del Popolo, San Pietro Vernotico), dopo il successo al Festival di Sanremo, Febbraio 1958.

* Debbo queste due foto alla cortesia di Don Giovanni Serio e della Prof.ssa Caterina Maiolino, figlia dell’allora Sindaco di San Pietro Vernotico Cav. Angelo Maiolino, ritratto a fianco del Cantante sampietrano.

Il Sindaco Cav. Angelo Maiolino offre una medaglia-ricordo dell’Amministrazione Comunale di San Pietro Vernotico all’illustre concittadino Domenico Modugno, neo-vincitore del Festival di Sanremo (Febbraio 1958).                              

Mimino Modugno subito dopo il trionfo di Sanremo, all’interno della sua casa in Via Brindisi a San Pietro Vernotico; al suo fianco il fedele amico Salvatore Negro, detto “marcantieddhru”, che aveva il suo negozio proprio sotto casa di Modugno (Febbraio 1958).

Una delle palazzine di gusto liberty lungo Via Brindisi, nei pressi della residenza della famiglia Modugno.

Lo storico Caffè Roma di proprietà della Famiglia Ostuni, fin dal 1900, sorge lungo Via Brindisi di fronte alla vecchia residenza della Famiglia Modugno. Al suo interno, oltre a numerose dolci delizie, sono presenti varie foto che ritraggono Domenico Modugno festeggiato dai suoi concittadini sampietrani, nel 1958.

 

Domenico Modugno al suo ritorno a San Pietro Vernotico, dopo il trionfo al Festival di Sanremo, in compagnia di un personaggio caratteristico di San Pietro Vernotico, che ricorda il famoso  “Frasulino”, cui dedicò una sua canzone incisa nel 1972.

La Signora Giovanna Macchitella, all’interno del Caffè Roma, mi mostra una vecchia foto che ritrae Mimino Modugno a Campo di Mare, località marina nei pressi di San Pietro Vernotico.

In questa foto, ascrivibile probabilmente alla prima metà degli anni ’70, oltre a Domenico Modugno, si riconosce suo fratello Giovannino (primo a sin.), papà di Mimì Modugno, Presidente dell’associazione Culturale Domenico Modugno.

Lo storico Caffè Cin Cin, in Via Brindisi, di fronte a Casa Modugno.

La Torre quadrata medioevale (1380), situata lungo Via Brindisi, nei pressi di Piazza del Popolo.

Alcune storiche immagini di San Pietro Vernotico: Via Brindisi e Piazza del Popolo.

L’ultima residenza della famiglia Modugno, in Via Novara 12, dal 1961. Qui morirà nel 1965 Cosimo Modugno, papà di Domenico.

Cosimo Modugno per lunghi anni Capo dei Vigili Urbani di San Pietro Vernotico, saluta il Sindaco del paese, Angelo Maiolino. Sulla destra il vice-Comandante Mimino Cazzato.

Questa foto, che debbo alla cortesia di Don Giovanni Serio e della Sig.ra Caterina Maiolino, figlia dell’ex Sindaco di San Pietro Vernotico Angelo Maiolino, è stata scattata nel 1964, nella ricorrenza del 4 Novembre. Sulla destra, con gli occhiali scuri, forse si può riconoscere il padre di Domenico Modugno, Comandante Cosimo, che morirà l’anno successivo.

Nei pressi del mercato coperto era situata la vecchia sede del Comando dei Vigili Urbani (in corrispondenza delle due porte, nella parte centrale dell’immagine).

L’attuale sede del Comando dei Vigili Urbani, presso la Stazione Ferroviaria.

Il vigile Roberto Mariano di San Pietro Vernotico (a sin.), assieme ad un suo collega, ha facilitato la mia visita a San Pietro Vernotico in una freddissima domenica di Febbraio (10.2.2013).

Vecchie capanne nel centro storico di San Pietro Vernotico.

Lo storico Bar Venezia, in Via Lecce, conserva altre memorie di Domenico Modugno, come la foto sottostante che lo ritrae con a fianco l’amico Salvatore Negro.

La stessa bella foto esposta nel Bar Venezia mi è stata regalata in copia dal caro e gentilissimo amico Salvatore Negro, detto “lu marcantieddhru” (ed ora anche “Nonno Toto”, perché ha 83 anni, essendo nato l’11.11.1929), in occasione del mio ritorno a San Pietro Vernotico, presso la sede dell’Associazione Culturale Domenico Modugno, presieduta dal nipote Mimì, il 26 Febbraio 2013.

San Pietro Vernotico, Piazza del Popolo con la Chiesa Madre dalla sede dell’Associazione Culturale Domenico Modugno (26 Febbraio 2013).

Salvatore Negro presso la sede dell’Associazione Culturale Domenico Modugno di San Pietro Vernotico (BR).

Salvatore Negro con Gianni Carluccio.

 

Salvatore Negro illustra alcuni pannelli della Mostra fotografica da lui promossa e dedicata a Domenico Modugno, presso la sede dell’Associazione Culturale presieduta da Mimì Modugno.

Le cartelle dell’Archivio Domenico Modugno curato da Salvatore Negro.

Salvatore Negro con il suo amico Domenico Modugno. San Pietro Vernotico Febbraio 1992. 

Presso il Campo Sportivo Comunale, Domenico Modugno tenne il suo ultimo Concerto a San Pietro Vernotico (1992), due anni prima della sua triste scomparsa.

La locandina del gemellaggio tra i due Paesi di Domenico Modugno: Polignano a Mare e San Pietro Vernotico (San Pietro Vernotico, 8.X.2005).

Piazza del Popolo vista dalla sede dell’Associazione Culturale Domenico Modugno, al termine del cordiale incontro tra l’Ing. Gianni Carluccio ed il Sig. Salvatore Negro, che ringraziamo di cuore e con tanto affetto per i preziosi ricordi che ha consentito di registrare intorno alla vicenda “Domenico Modugno – San Pietro Vernotico”.

La Tipografia Sampietrana, situata in Via XX Settembre (di proprietà della famiglia Centonze), editò le prime canzoni che Domenico Modugno scrisse sin da quando aveva tredici anni (Crepuscolo marino, Il treno fischia, Occaso ecc.). La prima di queste canzoni “Crepuscolo marino” faceva così: “Crepuscolo, crepuscolo marino, quanta nostalgia mi inonda il cuore, quanta malinconia, ma il mare d’argento fa piangere lo scoglio, capisce il lamento del mio povero cuore”.

Una delle belle Ville sampietrane, Villa Adriana, in Via Volturno, prospetta sull’altro lato su Piazza San Pietro.

La splendida Villa Valletta (1910), in Via Stazione.

La vecchia sede della Banca Rurale in Via Stazione.

Il vecchio ingresso al Cimitero di San Pietro Vernotico.

La Cappella funeraria della Famiglia Grassi – Modugno, dove sono sepolti il papà Cosimo, i fratelli Tonino e Giovannino e la sorellastra di Domenico Modugno, Teresa Lipari.

Il Bar Palme, nei pressi dello storico Cinema – Teatro Palme, situato in Via Brindisi, angolo Via Giravolte, dove Mimino Modugno fece le sue prime esperienze di recitazione (1940-44).

Quasi di fronte al Cinema – Teatro Palme, sempre in Via Brindisi, si trovava il Cinema Ponzio, che vediamo in questa preziosa immagine tratta dal film “Tutto è Musica” (diretto e interpretato da Domenico Modugno nel 1963). All’inizio del film, mentre scorrono i titoli si vedono delle interessanti immagini a colori di San Pietro Vernotico, con in sottofondo “la storia de lu Miminu Modugnu”. In questo locale è attivo il gruppo teatrale del quale faceva parte Mimino Modugno negli anni 1945-46.

La locandina del film “Tutto è Musica” di Domenico Modugno.

In Via Carrozzo, angolo Piazza Mercato (attuali n. civici 32-33) si trovava il Teatro Vittoria, dove negli anni 1945-46 ha recitato Domenico Modugno.

Il Cine – Teatro Galleria “Edoardo” (proprietà Edoardo Rango), capace nel 1949 di circa 1.000 posti, è situato in Via Monte Piana 10, angolo Via Mazzini. Il Teatro è oggi dismesso; per alcuni anni è stato sede della Scuola del Centro Formazione Danza della Maestra Lilla Melillo, frequentato occasionalmente anche dalle mie due figlie Elena e Arianna.

L’ottimo Volume del Prof. Cesare Augusto Marangio (Edizioni Minigraf, Campi Salentina, s.d. ma 2007), che ho avuto in regalo dal caro amico Mimì Modugno, parla delle prime esperienze teatrali di suo zio Domenico Modugno. 

I fratelli Modugno a teatro nel 1956.

Da sin. Vitantonio, detto Tonino (Polignano 30.7.1924), Domenico, detto Mimì o Mimino o Mimmo (Polignano, 9.1.1928) e Giovanni, detto Giannino (Polignano, 22.5.1926).

I manifesti degli spettacoli teatrali organizzati dall’Associazione Culturale “Domenico Modugno” presso il Teatro Don Bosco di San Pietro Vernotico (Gennaio – Aprile 2013).

Antonio Maggio, nato a San Pietro Vernotico, neo-vincitore della sezione Giovani del Festival di Sanremo 2013.

Gianni Carluccio con Antonio Maggio.

Il Prof. Gianni Carluccio con i suoi alunni di San Pietro Vernotico, il paese di Domenico Modugno.

e per … par condicio: il Prof. Carluccio con i suoi alunni di Cellino San Marco, il paese di Al Bano.

… e con il suo alunno Roberto Marchese di Aradeo, cugino della salentina EMMA, vincitrice del Festival di Sanremo 2012.

Gianni Carluccio con Davide Mogavero, cantante salentino ed ex allievo del Fermi di Lecce, protagonista nell’edizione di Amici 2015, ma escluso incredibilmente proprio dalla salentina Emma….

Intervista al Prof. Gianni Carluccio sui “Salentini illustri”: Quinto Ennio, Tito Schipa, Domenico Modugno e Carmelo Bene da La gazzetta del Mezzogiorno, 30.3.2011.

* L’articolo dell’alunno Matteo Amato, classe 2C dell’I.T.I.S. “E. Fermi” di Lecce, è stato premiato nell’ambito del concorso “Lo scrivo io”, organizzato da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO sotto la supervisione del Dott. Piero Lisi.

L’intervista originale al Prof. Gianni Carluccio sui “Salentini famosi” tratta da “Fermi tutti”, giornale dell’I.T.I.S. “E. Fermi” di Lecce, giugno 2011.

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Il legame di Domenico Modugno con il Salento e la Puglia.

* a cura di Gianni Carluccio.

Dichiarazione di Domenico Modugno rilasciata nell’ambito della trasmissione “il graffio” di Telenorba (TN7, 1992).

   “Io sono legato a tutto ciò che è Sud, innanzitutto, senza essere un separatista, sia ben chiaro; però la Puglia, in particolare, è la mia vita, perché sono nato lì, vissuto lì e il mio cuore sta lì e devo dire che l’80% dell’ispirazione artistica, se si può dire così, di tutto quello che ho fatto, nasce in Puglia.

   Anche se hanno detto che sono Siciliano, che non è vero, però le mie canzoni erano in dialetto pugliese di San Pietro Vernotico, Provincia di Brindisi, che rassomiglia molto al siciliano; allora mi hanno scambiato per Siciliano.

   Non c’è bisogno che ve lo dica quanto amo la Puglia tutta intera, poi i Pugliesi: è la mia vita, il mio sangue; qui c’è sangue pugliese quindi [indicando le sue mani, n.d.r.], poi da 8-10 generazioni; quindi non posso che amarla e adorarla sempre!”

* trascrizione a cura dell’Ing. Gianni Carluccio, Responsabile dell’Archivio Tito Schipa.

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Dal Volume del Preside Cesare A. Marangio ancora due testimonianze autorevoli del suo affetto per il paese d’origine:

   “Per il primo anniversario della morte di Domenico Modugno, San Pietro Vernotico ricorda, in una serata memorabile [a Campo di Mare, nell’estate del 1995, n.d.r.], la scomparsa di Mimino Modugno …

   Presenti la moglie di Modugno, Franca Gandolfi, il figlio Massimo, il fratello Giovanni ed i nipoti che da sempre vivono a San Pietro Vernotico …

   « Io qui sento Mimmo, ha detto Franca Gandolfi, e qui che lui ha voluto tornare dopo il successo di San Remo nel 1958. Lui si sentiva sampietrano ». E Massimo Modugno « A noi bambini ci parlava sempre del suo paese. I suoi ricordi ne erano pieni » ”.

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Domenico Modugno e il Salento

* appunti a cura di Gianni Carluccio

 

* Sono gradite eventuali segnalazioni e/o immagini da parte di esperti e appassionati. G.C.

(Work in progress…)

Lecce, Veglione della Stampa, Teatro Fiamma, Sabato 15 Febbraio 1958.

* Questa eccezionale presenza di Modugno a Lecce avviene dopo appena due settimane dalla vittoria al Festival di Sanremo con “Nel blu dipinto di blu” (“Volare”).

Art. tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 13 Febbraio 1958.

* copyright ARCHIVIO CARLUCCIO.

Artt.  tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno del 15.2.1958.

Lecce e dintorni, tournée estate 1958.

– Nardò, Santa Maria al Bagno, Lido Quattro Colonne.

Lecce, Teatro Politeama Greco, “Rinaldo in Campo”, 1961.

* La locandina è relativa alla recita di Torino, Teatro Alfieri.

 

Lecce, Piazza Sant’Oronzo. Concerto nell’ambito della manifestazione “Estate Musicale Salentina”, Giovedì 24 Agosto 1972, ore 23.

 

La Gazzetta del Mezzogiorno, 24.8.1972.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 25.8.1972.

 La Gazzetta del Mezzogiorno, 26.8.1972.

Sempre su La Gazzetta del Mezzogiorno del 24.8.1972, ironia del destino…, ecco spuntare il Cantautore Franco Simone, neo vincitore del festival di Castrocaro Terme. 

DOMENICO MODUGNO E ALESSANO (LECCE)

Grazie alla cortesia dell’amico Dott. Rino Bianco e dei Sigg. Paolo Torsello e Antonio Calsolaro di Alessano, ritrovo un importante articolo comparso sul Quotidiano di Lecce, in data 5.11.1992, a firma di Antonio De Pascali (mio caro amico, con il quale collaborai, nello stesso periodo, per la realizzazione dei servizi speciali su Poggiardo e Vaste), dal titolo: “L’Alessano segreta di Mister Volare. I suoi amici, il primo amore, i vecchi ricordi. Nessuno ci crede ma Domenico Modugno trascorse la fanciullezza nel paese” ed un altro, a firma di Nicola Sbisà, comparso successivamente su La Gazzetta del Mezzogiorno (14.X.2008), dal titolo “La parentesi salentina di Domenico Modugno. Un soggiorno lungo ad Alessano e i primi contatti con la musica”, che riporto qui di seguito, con la trascrizione completa del primo importantissimo articolo, che mi riservo di commentare, dato che l’intervistato, Maurizio Torsello, caro indimenticabile e simpaticissimo amico, assieme alla moglie ed ai figli Germano, Alessandro e Davide, abitava nel mio stesso palazzo a Lecce, in Via Gabriele D’Annunzio, 75.

Ing. Gianni Carluccio.

QUOTIDIANO di Lecce. Speciale Alessano, 2.
Giovedì 5 Novembre 1992.

L’Alessano segreta di Mister Volare.
I suoi amici il primo amore i vecchi ricordi.
Nessuno vi crede ma Domenico Modugno trascorse la fanciullezza nel paese.

di Antonio De Pascali

Quando salì sul palco del Casinò quel giovane vestito di bianco, coi baffetti alla D’Artagnan e con quelle lunghissime braccia che apriva per chiudervi il mondo, mezza Alessano, quella presente in quella sera d’inverno di fine anni Cinquanta davanti all’unica televisione del paese, ebbe un colpo al cuore e scoppiò a piangere. I pianti furono ancora più forti poi quando quel giovane col vestito bianco sbaragliò mostri sacri come Nilla Pizzi e Claudio Villa e con la sua canzone, urlata come mai s’era udito in Italia, vinse quella sera il Festival di Sanremo. “Volare” era il titolo di quella canzone e Domenico Modugno si chiamava quel giovane dal vestito bianco.
“Volare” da quel giorno iniziò a girare il mondo e con la canzone girava pure quel giovane dal vestito bianco e dalle braccia lunghe: “Mister Volare”, così lo chiamavano. Da quel giorno sarebbe stata la canzone italiana più conosciuta nel mondo e quel giovane il cantautore nostrano più apprezzato in ogni angolo della Terra. Ad Alessano frattanto i più fortunati, quelli che avevano assistito al Festival davanti all’enorme televisore in bianco e nero, raggiunsero familiari ed amici spargendo la voce: “Domenico Modugno, Mimmo, Mimmuzzo, aveva vinto il Festival di Sanremo”: “Non è possibile, proprio lui, ma quando, dove, davvero?”.
Ed era proprio vero: Mimmuzzo aveva vinto ed aveva spaccato il mondo ed al mondo bisognava ora raccontare che quell’eroe, l’autore di quella canzone che subito dopo la vittoria s’incollò sulla bocca di tutti non era siciliano, come dicevano i più, e non era neanche barese, di Polignano a Mare, dove certamente era stato, ma dove non era mai vissuto, e neanche tanto era brindisino perché a San Pietro Vernotico aveva vissuto solo la prima infanzia.
No: Mimmo la sua giovinezza l’aveva vissuta ad Alessano e tutti dovevano sapere che in quello sconosciuto paese del Capo di Leuca Mister Volare aveva trascorso indubbiamente gli anni più belli della sua vita.
“Già, furono veramente gli anni più belli della sua vita quelli trascorsi ad Alessano, il decennio precedente la Seconda Guerra mondiale, anche se per noi alessanesi è una pena raccontarlo perché poi nessuno ci crede”.
A raccontare è Maurizio Torsello, alessanese di nascita, leccese di adozione, professione assicuratore, e si eccita sempre più nel rievocare la storia. Finalmente, forse, è venuto il momento della giustizia e tutti, finalmente tutti, potranno sapere e capire. “E’ veramente un problema convincere la gente che il grande Domenico Modugno, il Mimmo nazionale, ha vissuto ad Alessano”, continua. “Per me è mio fratello Corrado, che con Mimmo poi siamo stati praticamente inseparabili a volte diventa veramente una pena e non possiamo farci nulla”.
Erano dunque i primissimi anni Trenta e tra le stradine del paese s’iniziò a vedere sempre più di frequente un ragazzino che tutti più tardi seppero essere il nipote del maresciallo della locale stazione dei Carabinieri. Domenico Modugno si chiamava quel giovane, come lo zio maresciallo, e viveva con lui e con la moglie che di figli il destino non s’era preoccupato di dargliene.

“Pian piano quel giovane, simpatico ed estroverso com’era, fece amicizia con me, con mio fratello e con il nostro gruppo”, continua Maurizio Torsello, “una combriccola di ragazzi che aveva come punto di riferimento il “salone” di mesciu Vincenzo, Vincenzo Calzolaro, barbiere, gran conoscitore di musica, riferimento dei “musicanti” di Alessano che nella sua sala da barba raccoglieva a provare e riprovare le canzoni di successo che si ascoltava alla radio. Mimmo aveva intorno ai dieci, dodici anni, conosceva benissimo la musica, suonava una fisarmonica a 24 bassi e componeva già decine di mazurche e serenate che cantavamo tra noi”.
“Eravamo un complesso perfetto noi del salone di mesciu Vincenzo: suonavamo tutti gli strumenti e poi c’erano le voci soliste, tra cui il sottoscritto. Mimmo si divideva tra noi, i viaggi giornalieri a Lecce per seguire le lezioni di ragioneria, lezioni che come lo studio in verità non amava molto, il primo flirt con la fidanzatina Imperia Vasquez”.
“Trascorremmo tutti insieme gli anni prima della guerra”, continua Maurizio Torsello, “e furono anni bellissimi. – Qualche ricordo particolare? – I viaggi a Novaglie d’estate a fare il bagno in più di dieci sul mio carretto, trainato dall’asino Però, e le continue soste nelle campagne a rubare fichi ai contadini. La contorsionista Anna che venne a seguito di un circo in paese: era così bella che tutti ce ne innamorammo e lui pure. Cantava sempre una canzone che gli ricordava quel nome e quella ragazza – Ricordi Anna? – mi disse trent’anni dopo quando andai a vederlo alla rappresentazione di “Rinaldo in campo” e mentre ci incamminavamo verso casa mia perché vedesse mio figlio cantava e ricantava una canzone dal titolo “Anna”, tanto in voga negli anni Trenta, la stessa canzone che cantammo decine di volte a quella ragazzina che ci aveva fatto innamorare”.
“Arrivò poi il ’39 ed io feci domanda per partire volontario in guerra – avevo sedici anni – per cui la nostra unione finì. Mia madre, per distogliermi dalla guerra, sperando che non partissi, mi fece comprare da Mimmo una fisarmonica a 120 bassi, praticamente un gioiello, e Mimmo la suonava sempre. Ma non c’era niente da fare: volevo partire. La chiamata alle armi però tardava ed aumentavano sempre più le cene d’addio che io davo con gli amici. Una sera ci ubriacammo così tanto che mio fratello rifilò un pugno così forte a Mimmo e questi era così ubriaco che non vedendoci più per il gonfiore era convinto di aver perduto l’occhio per terra e si mise a cercarlo disteso per terra ed ancora sarebbe lì se non lo avessero trascinato via”.
“Poi io partii e partì pure lui da Alessano perché lo zio fu trasferito. Ma i ricordi e gli affetti li aveva lasciati in paese ed appena poteva vi ritornava. Sino alla fine della guerra, comunque, quando a Torino entrò nel mondo della musica e diventò presto famoso. Iniziammo a sentirlo alla radio, sempre più spesso, un successo dopo l’altro a ripetizione. Poi volò con la canzone di Sanremo”.
Maurizio Torsello spesso non è creduto quando racconta di Mimmo e della loro amicizia. E non sono creduti gli alessanesi quando ai forestieri ne parlano con orgoglio ed amore. I più anziani ricordano ancora tutti quel ragazzo magro e gentile, che di voglia di studiare non ne aveva poi tanta, che tra le stradine andava sempre in giro. Non bisogna farne poi molti di sforzi per incamminarsi tra quelle stesse stradine e lasciarsi andare alla musica ed alle parole: tra quelle stradine, di sera, “Un uomo in frac” saprebbe benissimo dove andare.

[* Trascrizione a cura dell’Ing. Gianni Carluccio].

Gianni Carluccio con Antonio De Pascali (Natale 2013, 20 anni dopo…).

work in progress….

DOMENICO MODUGNO – BIBLIOGRAFIA

(VOLUMI  PRESENTI NELL’ARCHIVIO CARLUCCIO)

 

23 pensieri su “Domenico Modugno, meraviglioso

  1. Oltre alla profonda stima e ammirazione ci lega alla famiglia Modugno una lunga amicizia che ci fa apprezzare ancora di più il tuo prezioso lavoro di documentazione su di lui e sulle altre grandi personalità artistiche pugliesi che portano il nostro miglior valore nel mondo. Grazie ancora!
    Adriana e Tito Schipa Jr.

    • Meraviglioso…
      Oggi ho fatto delle interessanti foto a Polignano a Mare, la bella città natale di Domenico Modugno e domani saró a San Pietro Vernotico, il suo “paese”, dove si è formato culturalmente e dove ha vissuto per 15 anni, prima di spiccare il volo…
      Metterò qualche foto sul sito appena possible.
      Grazie a Tito per avermi dato la possibilità di incontrare il caro e bravo Marcello Modugno e grazie ad Adriana (nata in Sicilia, come Franca Gandolfi) per avermi reso partecipe di tanti bei ricordi.

      Grazie, grazie ancora!

      Baci, Gianni

  2. Ottimo lavoro, ammiro il vostro impegno nel diffondere un nome che ha appassionato la storia di molti italiani : Domenico Modugno.
    Poco noto, invece, è il paese in cui è vissuto, San Pietro Vernotico. Spero che dopo questo articolo San Pietro diventi un paese noto, dato che Domenico Modugno ha trascorso la sua infanzia.
    Saluti, Cristian.

    • Grazie, caro Cristian, era doveroso da parte mia fare qualcosa x il grande Mimmo. Sta ora a voi ragazzi sampietrani non disperderne la memoria.
      Un abbraccio e grazie,
      Prof. Gianni Carluccio

    • Grazie caro Mattia, sono felice x il lavoro fatto, grazie soprattutto a te! La pianta topografica di San Pietro ed il vostro aiuto sono stati fondamentali.

      Prof. Gianni Carluccio

  3. realizzare questo lavoro è stato davvero originale e serve a trasmettere a noi giovani la storia di personaggi appartenuti al nostro paese e a conoscere luoghi ed edifici che hanno cambiato il loro aspetto e la loro destinazione nel tempo.

    • Cara Principessina,
      ti ringrazio x il bel messaggio. Per l’iscrizione al club o associazione devo chiedere istruzioni al nipote Mimì e poi ti faccio sapere via e-mail.
      Cordiali saluti,
      Gianni

  4. Ottimo lavoro, veramente interessante ed esaustivo. Trasmette tanta voglia di venire a S. Pietro per visitare tutti i luoghi che magicamente hanno trasmesso quella carica al maestro Modugno, nonostante fossero anni difficili, anche quelli! E’ bello inoltre poter apprezzare ancora di più il fatto che un così grande protagonista del nostro tempo si sia appunto formato a S. Pietro, Brindisi, Puglia… giusto slancio per noi che siamo parte di questa amata terra! Grazie e in bocca al lupo Prof., sarebbe un piacere incontrarla.

  5. Davvero tantissimi complimenti, lavoro interessante ed esaustivo, tante belle cose da vedere dal vivo. Ed è soprattutto interessante immaginare che la magica carica ad un così fantastico protagonista del nostro tempo sia partita da questi bei “nostri” luoghi; S. Pietro, Brindisi, Puglia, che onore… grazie ancora Prof. spero di riuscire ad incontrarla.

    • Gentilissimo Vittorio,
      mi fa molto piacere che abbia trovato il mio lavoro interessante e la ringrazio. Domenico Modugno era un grandissimo e molti ancora, purtroppo, non si sono resi conto che era un Salentino doc, uno dei più grandi assieme a Quinto Ennio, Tito Schipa e Carmelo Bene, come vado ripetendo da anni…

      Gianni Carluccio

    • Carissimo Roberto,

      sei stato gentilissimo assieme ai tuoi colleghi Vigili Urbani di San Pietro Vernotico e ti ringrazio ancora, con l’augurio di poterci incontrare ancora.

      Gianni Carluccio

  6. Professore approfitto dell’occasione per salutarla (sono stato un suo alunno) e per complimentarmi per questo meraviglioso ed unico lavoro fotografico sulla vita di Domenico Modugno; un contributo significativo che rende ancora viva la memoria dei grandi Personaggi del nostro Salento!!!
    Ovviamente non posso dimenticare che grazie a lei tutti i suoi alunni, compresi i miei coetanei che ancora ho modo di risentire, ricorderanno chi è stato Tito Schipa.
    Grazie al Professore Carluccio.

    Con simpatia e stima, cordialmente – Francesco.

    • Grazie caro Francesco,

      sono molto felice che tu possa apprezzare ancora il mio lavoro e che vi possiate ricordare del grande Tito Schipa.
      Un abbraccio dal tuo Prof., anche agli altri miei alunni, non appena avrai modo di sentirli.
      Siete sempre nel mio cuore, come tutti i miei cari alunni!

      Gianni Carluccio

  7. La sua meravigliosa voce mi ha ispirata..
    un film “L’uomo in Frac”
    Poesia innestata in un mondo molto reale ma con contaminazioni surreali; struggenti connessioni e sconnessioni temporali tra realtà e immaginario. Il tutto all’ombra di un costante senso catartico di morte. Uno struggimento narrato attraverso il “Meraviglioso” universo di una voce spenta e una voce che non si spegnerà mai; quella di Domenico Modugno . La fotografia è delicata, poetica a tratti sognante. La scansione delle inquadrature viene narrata, essenzialmente, da due punti macchina principali: il passato in bianco e nero ed il presente, caldo ed intenso alla “Grande Bellezza”.

    • Grazie cara Stefania per questa bella testimonianza e per il tuo prezioso lavoro, sperando che quello che ho riportato su questo sito possa esserti d’aiuto.

      Un abbraccio, Gianni Carluccio

  8. BELLO TUTTO,…COMPLIMENTI,….MA NON è ESATTA LA FOTO IN CUI SI INDICA ,,LU FRASULINU,,…QUELLO IN FOTO SI CHIAMAVA CARMELO,UN DISABILE DEL PAESE

    • Caro Giuseppe,

      ti ringrazio per i complimenti. Per quanto riguarda “Frasulino”, se guardi bene quello che ho scritto, io non ho detto che è “Frasulino” ma che “ricorda” il famoso “Frasulino” (mi avevano avvertito nel momento in cui ho fatto la foto a San Pietro Vernotico). Comunque mi fa piacere che hai precisato il nome: si tratta dunque del simpatico Carmelo.

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