Capri, regina di roccia

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Chioma di Capri

Capri, regina di roccia,
nel tuo vestito
color amaranto e giglio
vissi sviluppando
la felicità e il dolore, la vigna piena
di splendenti grappoli
che conquistai sulla terra,
il tremulo tesoro
di fragranza e di chioma,
lampada zenitale, rosa allargata,
favo del mio pianeta.
Sbarcai d’inverno.
Il suo abito di zaffiro
l’isola conservava ai suoi piedi,
e nuda sorgeva nel suo vapore
di cattedrale marina.
Era di pietra la sua bellezza. In ogni
frammento della sua pelle rinverdiva
la primavera pura
che nascondeva nelle fenditure il suo tesoro.
Un lampo rosso e giallo
sotto la luce tenue
giaceva sonnolento
aspettando l’ora
di scatenare il suo potere.
Sulla sponda di uccelli immobili,
in mezzo al cielo,
un roco grido, il vento
e l’indicibile spuma.
D’argento e di pietra il suo vestito, appena
il fiore azzurro esplode
ricamando il manto irsuto
col suo sangue celeste.
Oh solitudine di Capri, vino
dell’uva d’argento,
coppa d’inverno, piena
di esercizio invisibile,
innalzai la tua fermezza,
la tua delicata luce, le tue strutture,
e il tuo alcool di stella
bevvi come se stesse
nascendo in me la vita.
Isola, dalle tue pareti
spiccai il piccolo fiore notturno
e lo conservo nel mio petto.
E dal mare girandoti intorno
feci un anello d’acqua
che lì rimase nelle onde,
chiudendo le torri orgogliose
di pietra fiorita,
le cime aspre
che il mio amore sostennero
e conserveranno con mani implacabili
l’impronta dei miei baci.

Pablo Neruda

* Parral (Cile), 12.7.1904       + Santiago del Cile, 23.9.1973

(* Parral significa Pergolato, n.d.r.)

* Questa lirica appartiene a “La patria del racimo” (cioè la patria del grappolo, in riferimento all’Italia), settima sezione (interamente dedicata all’Italia) di “Las uvas y el viento” ("Le uve ed il vento") (Santiago del Cile, 1954).

** Capri dette asilo politico a Pablo Neruda, che vi soggiornò assieme a Matilde Urrutia, dal Gennaio al Giugno 1952.   L’isola è sentita dal poeta come una gemma solitaria, un prodigio naturale, un calice di liquide trasparenze elevato al cielo; e Neruda coglie perfettamente le meraviglie di Capri.   L’entusiasmo del poeta cileno per l’Italia sta nel considerarla la patria dell’amore, infatti Capri è l’isola divina nella quale avviene l’incontro decisivo con il suo amore, Matilde Urrutia. Nella composizione "Cabellera de Capri" ("Chioma di Capri"), Neruda celebrerà con splendidi cromatismi la «reina de roca», Capri come una mitica cattedrale marina. Ed a farci rivivere le forti emozioni di quei primi mesi del 1952 è stato Massimo Troisi con il suo film capolavoro "Il Postino" (1994), nel quale Neruda è impersonato dal bravissimo Philippe Noiret.

* Tutte le immagini appartengono, ove non espressamente indicato, all’Archivio dell’Ing. Gianni Carluccio e ne è vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore.

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