Il Castello Carlo V di Lecce

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A Ida,

in occasione della Visita Guidata

per le Giornate di Primavera del F.A.I.,

con gli studenti del Liceo Classico Virgilio  di Lecce

La Prof.ssa Ida Blattmann D’Amelj, docente di Storia dell’Arte, Archeologa Medioevale e delegata F.A.I., con alunne e alunni del Liceo Classico Virgilio di Lecce, in occasione della visita guidata presso il Castello Carlo V (14.3.2014) (foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

 

Il lato meridionale del Castello Carlo V di Lecce. Si possono notare la Torre Magistra (a sin.), un corpo di fabbrica elevato che fiancheggia la Torre Mozza (a destra) ed in primo piano il Bastione della S. Trinità (foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

L’Imperatore Carlo V ritratto dal Tiziano (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, 1533 circa) (foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

Lo stemma dell’Imperatore Carlo V, apposto sulla Porta Falsa o del Soccorso del Castello di Lecce, con in basso l’iscrizione, parzialmente ripresa dai classici latini (Plinio il Vecchio), che così leggo e riporto: "INTER UTRUMQ(UE) SOLEM ANTIPODUM OCCASUM / EXORIENTEMQ(UE) NOSTRUM SUB PEDIBUS O(M)NIA REGIT" (Il significato sintetico è che Carlo V regge sotto il suo imperio ogni cosa, da oriente a occidente) (foto copyright Ing. Gianni Carluccio).

 

* Tutte le immagini appartengono all’Archivio dell’Ing. Gianni Carluccio e ne è vietato l’utilizzo senza il consenso dell’Autore.

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La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria in Galatina

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La storia della Basilica di Santa Caterina di Galatina è legata alla famiglia dei del Balzo Orsini, conti della vicina città di Soleto. Gli Orsini, nella seconda metà del XIV sec., estendevano il loro dominio sul principato di Taranto, sulla contea di Lecce, e su molte altre città del Regno. Ugo del Balzo d’Orange, arrivato nel Salento al seguito di Carlo d’Angiò, ricevette da questi, per i servigi resi alla corona, la Contea di Soleto, che comprendeva il territorio di Galatina. Si deve al nipote Raimondello (dal 1385 conte di Lecce, in seguito al matrimonio con Maria d’Enghien, e dal 1399 Principe di Taranto, per volere di Ladislao di Durazzo, re di Napoli) la realizzazione complesso edilizio cultuale che comprendeva, oltre alla chiesa di S. Caterina (i cui lavori si protrassero dal 1383-85 fino al 1391), anche un Convento francescano ed un Ospedale per i poveri.

 

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